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481 articoli trovati per rinuncia dell'udienza preliminare da perte dell�'imputato
Art. 420-quinquies - Assenza e allontanamento volontario dell'imputato.
1. Le disposizioni degli articoli 420-bis e 420-ter non si applicano quando l'imputato, anche se impedito, chiede o consente che l'udienza preliminare avvenga in sua assenza o, se detenuto, rifiuta di assistervi. L'imputato in tali casi rappresentato dal difensore.
2. L'imputato che, dopo essere comparso, si allontana dall'aula di udienza considerato presente ed rappresentato dal difensore.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 419 - Atti introduttivi.
1. Il giudice fa notificare all'imputato e alla persona offesa, della quale risulti agli atti l'identit e il domicilio, l'avviso del giorno, dell'ora e del luogo dell'udienza, con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero e con l'avvertimento all'imputato che non comparendo sar giudicato in contumacia.
2. L'avviso altres comunicato al pubblico ministero e notificato al difensore dell'imputato con l'avvertimento della facolt di prendere visione degli atti e delle cose trasmessi a norma dell'articolo 416 comma 2 e di presentare memorie e produrre documenti.
3. L'avviso contiene inoltre l'invito a trasmettere la documentazione relativa alle indagini eventualmente espletate dopo la richiesta di rinvio a giudizio.
4. Gli avvisi sono notificati e comunicati almeno dieci giorni prima della data dell'udienza. Entro lo stesso termine notificata la citazione del responsabile civile e della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria.
5. L'imputato pu rinunciare all'udienza preliminare e richiedere il giudizio immediato con dichiarazione presentata in cancelleria, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, almeno tre giorni prima della data dell'udienza. L'atto di rinuncia notificato al pubblico ministero e alla persona offesa dal reato a cura dell'imputato.
6. Nel caso previsto dal comma 5, il giudice emette decreto di giudizio immediato.
7. Le disposizioni dei commi 1 e 4 sono previste a pena di nullit.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 80 - Richiesta di esclusione della parte civile.
1. Il pubblico ministero, l'imputato e il responsabile civile possono proporre richiesta motivata di esclusione della parte civile.
2. Nel caso di costituzione di parte civile per l'udienza preliminare, la richiesta proposta, a pena di decadenza, non oltre il momento degli accertamenti relativi alla costituzione delle parti nella udienza preliminare o nel dibattimento.
3. Se la costituzione avviene nel corso degli atti preliminari al dibattimento o introduttivi dello stesso, la richiesta proposta oralmente a norma dell'articolo 491 comma 1.
4. Sulla richiesta il giudice decide senza ritardo con ordinanza.
5. L'esclusione della parte civile ordinata nell'udienza preliminare non impedisce una successiva costituzione fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall'articolo 484.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo V - Parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria


Art. 514 - Letture vietate.
1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 511, 512, 512-bis e 513, non pu essere data lettura dei verbali delle dichiarazioni rese dall'imputato, dalle persone indicate nell'articolo 210 e dai testimoni alla polizia giudiziaria, al pubblico ministero o al giudice nel corso delle indagini preliminari o nella udienza preliminare, a meno che nell'udienza preliminare le dichiarazioni siano state rese nelle forme previste dagli articoli 498 e 499, alla presenza dell'imputato o del suo difensore.
2. Fuori dei casi previsti dall'articolo 511, vietata la lettura dei verbali e degli altri atti di documentazione delle attivit compiute dalla polizia giudiziaria. L'ufficiale o l'agente di polizia giudiziaria esaminato come testimone pu servirsi di tali atti a norma dell'articolo 499 comma 5.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 420 - Costituzione delle parti.
1. L'udienza si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del pubblico ministero e del difensore dell'imputato.
2. Il giudice procede agli accertamenti relativi alla costituzione delle parti ordinando la rinnovazione degli avvisi, delle citazioni, delle comunicazioni e delle notificazioni di cui dichiara la nullit.
3. Se il difensore dell'imputato non presente il giudice provvede a norma dell'articolo 97, comma 4.
4. Il verbale dell'udienza preliminare redatto di regola in forma riassuntiva a norma dell'articolo 140, comma 2; il giudice, su richiesta di parte, dispone la riproduzione fonografica o audiovisiva ovvero la redazione del verbale con la stenotipia.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 33-quinquies - Inosservanza delle disposizioni sulla composizione collegiale o monocratica del tribunale.
1. L'inosservanza delle disposizioni relative all'attribuzione dei reati alla cognizione del tribunale in composizione collegiale o monocratica e delle disposizioni processuali collegate rilevata o eccepita, a pena di decadenza, prima della conclusione dell'udienza preliminare o, se questa manca, entro il termine previsto dall'articolo 491, comma 1. Entro quest'ultimo termine deve essere riproposta l'eccezione respinta nell'udienza preliminare.
Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 420-bis - Rinnovazione dell'avviso.
1. Il giudice dispone, anche di ufficio, che sia rinnovato l'avviso dell'udienza preliminare a norma dell'articolo 419, comma 1, quando provato o appare probabile che l'imputato non ne abbia avuto effettiva conoscenza, sempre che il fatto non sia dovuto a sua colpa e fuori dei casi di notificazione mediante consegna al difensore a norma degli articoli 159, 161, comma 4, e 169.
2. La probabilit che l'imputato non abbia avuto conoscenza dell'avviso liberamente valutata dal giudice. Tale valutazione non pu formare oggetto di discussione successiva n motivo di impugnazione.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 571 - Impugnazione dell'imputato.
1. L'imputato pu proporre impugnazione personalmente o per mezzo di un procuratore speciale nominato anche prima della emissione del provvedimento.
2. Il tutore per l'imputato soggetto alla tutela e il curatore speciale per l'imputato incapace di intendere o di volere, che non ha tutore, possono proporre l'impugnazione che spetta all'imputato.
3. Pu inoltre proporre impugnazione il difensore dell'imputato al momento del deposito del provvedimento ovvero il difensore nominato a tal fine.
4. L'imputato, nei modi previsti per la rinuncia, pu togliere effetto all'impugnazione proposta dal suo difensore. Per l'efficacia della dichiarazione nel caso previsto dal comma 2, necessario il consenso del tutore o del curatore speciale.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo I - Disposizioni generali


Art. 438 - Presupposti del giudizio abbreviato.
1. L'imputato pu chiedere che il processo sia definito all'udienza preliminare allo stato degli atti, salve le disposizioni di cui al comma 5 del presente articolo e all'articolo 441, comma 5.
2. La richiesta pu essere proposta, oralmente o per iscritto, fino a che non siano formulate le conclusioni a norma degli articoli 421 e 422.
3. La volont dell'imputato espressa personalmente o per mezzo di procuratore speciale e la sottoscrizione autenticata nelle forme previste dall'articolo 583, comma 3.
4. Sulla richiesta il giudice provvede con ordinanza con la quale dispone il giudizio abbreviato.
5. L'imputato, ferma restando la utilizzabilit ai fini della prova degli atti indicati nell'articolo 442, comma 1-bis, pu subordinare la richiesta ad una integrazione probatoria necessaria ai fini della decisione. Il giudice dispone il giudizio abbreviato se l'integrazione probatoria richiesta risulta necessaria ai fini della decisione e compatibile con le finalit di economia processuale proprie del procedimento, tenuto conto degli atti gi acquisiti ed utilizzabili. In tal caso il pubblico ministero pu chiedere l'ammissione di prova contraria. Resta salva l'applicabilit dell'articolo 423.
6. In caso di rigetto ai sensi del comma 5, la richiesta pu essere riproposta fino al termine previsto dal comma 2.
[Art. 439.
Richiesta di giudizio abbreviato.
1. La richiesta depositata in cancelleria unitamente all'atto di consenso del pubblico ministero almeno cinque giorni prima della data fissata per l'udienza.
2. La richiesta e il consenso possono essere presentati anche nel corso dell'udienza preliminare fino a che non siano formulate le conclusioni a norma degli articoli 421 e 422.]

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo I - Giudizio abbreviato


Art. 475 - Allontanamento coattivo dell'imputato.
1. L'imputato che, dopo essere stato ammonito, persiste nel comportarsi in modo da impedire il regolare svolgimento dell'udienza, allontanato dall'aula con ordinanza del presidente.
2. L'imputato allontanato si considera presente ed rappresentato dal difensore.
3. L'imputato allontanato pu essere riammesso nell'aula di udienza, in ogni momento, anche di ufficio. Qualora l'imputato debba essere nuovamente allontanato, il giudice pu disporre con la stessa ordinanza che sia espulso dall'aula, con divieto di partecipare ulteriormente al dibattimento, se non per rendere le dichiarazioni previste dagli articoli 503 e 523 comma 5.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 21 - Incompetenza.
1. L'incompetenza per materia rilevata, anche di ufficio, in ogni stato e grado del processo, salvo quanto previsto dal comma 3 e dall'articolo 23 comma 2.
2. L'incompetenza per territorio rilevata o eccepita, a pena di decadenza, prima della conclusione dell'udienza preliminare o, se questa manchi, entro il termine previsto dall'articolo 491 comma 1. Entro quest'ultimo termine deve essere riproposta l'eccezione di incompetenza respinta nell'udienza preliminare.
3. L'incompetenza derivante da connessione rilevata o eccepita, a pena di decadenza, entro i termini previsti dal comma 2.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 339 - Rinuncia alla querela.
1. La rinuncia espressa alla querela fatta personalmente o a mezzo di procuratore speciale, con dichiarazione sottoscritta, rilasciata all'interessato o a un suo rappresentante. La dichiarazione pu anche essere fatta oralmente a un ufficiale di polizia giudiziaria o a un notaio, i quali, accertata l'identit del rinunciante, redigono verbale. Questo non produce effetti se non sottoscritto dal dichiarante.
2. La rinuncia sottoposta a termini o a condizioni non produce effetti.
3. Con la stessa dichiarazione pu essere fatta rinuncia anche all'azione civile per le restituzioni e per il risarcimento del danno.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo III - Condizioni di procedibilit.


Art. 441-bis - Provvedimenti del giudice a seguito di nuove contestazioni sul giudizio abbreviato.
1. Se, nei casi disciplinati dagli articoli 438, comma 5, e 441, comma 5, il pubblico ministero procede alle contestazioni previste dall'articolo 423, comma 1, l'imputato pu chiedere che il procedimento prosegua nelle forme ordinarie.
2. La volont dell'imputato espressa nelle forme previste dall'articolo 438, comma 3.
3. Il giudice, su istanza dell'imputato o del difensore, assegna un termine non superiore a dieci giorni, per la formulazione della richiesta di cui ai commi 1 e 2 ovvero per l'integrazione della difesa, e sospende il giudizio per il tempo corrispondente.
4. Se l'imputato chiede che il procedimento prosegua nelle forme ordinarie, il giudice revoca l'ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato e fissa l'udienza preliminare o la sua eventuale prosecuzione. Gli atti compiuti ai sensi degli articoli 438, comma 5, e 441, comma 5, hanno la stessa efficacia degli atti compiuti ai sensi dell'articolo 422. La richiesta di giudizio abbreviato non pu essere riproposta. Si applicano le disposizioni dell'articolo 303, comma 2.
5. Se il procedimento prosegue nelle forme del giudizio abbreviato, l'imputato pu chiedere l'ammissione di nuove prove, in relazione alle contestazioni ai sensi dell'articolo 423, anche oltre i limiti previsti dall'articolo 438, comma 5, ed il pubblico ministero pu chiedere l'ammissione di prova contraria.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo I - Giudizio abbreviato


Art. 420-ter - Impedimento a comparire dell'imputato o del difensore.
1. Quando l'imputato, anche se detenuto, non si presenta all'udienza e risulta che l'assenza dovuta ad assoluta impossibilit di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, il giudice, con ordinanza, anche d'ufficio, rinvia ad una nuova udienza e dispone che sia rinnovato l'avviso all'imputato, a norma dell'articolo 419, comma 1.
2. Con le medesime modalit di cui al comma 1 il giudice provvede quando appare probabile che l'assenza dell'imputato sia dovuta ad assoluta impossibilit di comparire per caso fortuito o forza maggiore. Tale probabilit liberamente valutata dal giudice e non pu formare oggetto di discussione successiva n motivo di impugnazione.
3. Quando l'imputato, anche se detenuto, non si presenta alle successive udienze e ricorrono le condizioni previste dal comma 1, il giudice rinvia anche d'ufficio l'udienza, fissa con ordinanza la data della nuova udienza e ne dispone la notificazione all'imputato.
4. In ogni caso la lettura dell'ordinanza che fissa la nuova udienza sostituisce la citazione e gli avvisi per tutti coloro che sono o devono considerarsi presenti.
5. Il giudice provvede a norma del comma 1 nel caso di assenza del difensore, quando risulta che l'assenza stessa dovuta ad assoluta impossibilit di comparire per legittimo impedimento, purch prontamente comunicato. Tale disposizione non si applica se l'imputato assistito da due difensori e l'impedimento riguarda uno dei medesimi ovvero quando il difensore impedito ha designato un sostituto o quando l'imputato chiede che si proceda in assenza del difensore impedito.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 423 - Modificazione dell'imputazione.
1. Se nel corso dell'udienza il fatto risulta diverso da come descritto nell'imputazione ovvero emerge un reato connesso a norma dell'articolo 12 comma 1 lettera b), o una circostanza aggravante, il pubblico ministero modifica l'imputazione e la contesta all'imputato presente. Se l'imputato non presente, la modificazione della imputazione comunicata al difensore, che rappresenta l'imputato ai fini della contestazione.
2. Se risulta a carico dell'imputato un fatto nuovo non enunciato nella richiesta di rinvio a giudizio, per il quale si debba procedere di ufficio, il giudice ne autorizza la contestazione se il pubblico ministero ne fa richiesta e vi il consenso dell'imputato.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 589 - Rinuncia all'impugnazione.
1. Il pubblico ministero presso il giudice che ha pronunciato il provvedimento impugnato pu rinunciare alla impugnazione da lui proposta fino all'apertura del dibattimento. Successivamente la dichiarazione di rinuncia pu essere effettuata prima dell'inizio della discussione dal pubblico ministero presso il giudice della impugnazione, anche se l'impugnazione stessa stata proposta da altro pubblico ministero.
2. Le parti private possono rinunciare all'impugnazione anche per mezzo di procuratore speciale.
3. La dichiarazione di rinuncia presentata a uno degli organi competenti a ricevere l'impugnazione nelle forme e nei modi previsti dagli articoli 581, 582 e 583 ovvero, in dibattimento, prima dell'inizio della discussione.
4. Quando l'impugnazione trattata e decisa in camera di consiglio, la dichiarazione di rinuncia pu essere effettuata, prima dell'udienza, dal pubblico ministero che ha proposto l'impugnazione e, successivamente, dal pubblico ministero presso il giudice dell'impugnazione, anche se la stessa stata proposta da altro pubblico ministero.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo I - Disposizioni generali


Art. 160 - Efficacia del decreto di irreperibilit.
1. Il decreto di irreperibilit emesso dal giudice o dal pubblico ministero nel corso delle indagini preliminari cessa di avere efficacia con la pronuncia del provvedimento che definisce l'udienza preliminare ovvero, quando questa manchi, con la chiusura delle indagini preliminari.
2. Il decreto di irreperibilit emesso dal giudice per la notificazione degli atti introduttivi dell'udienza preliminare nonch il decreto di irreperibilit emesso dal giudice o dal pubblico ministero per la notificazione del provvedimento che dispone il giudizio cessano di avere efficacia con la pronuncia della sentenza di primo grado.
3. Il decreto di irreperibilit emesso dal giudice di secondo grado e da quello di rinvio cessa di avere efficacia con la pronuncia della sentenza.
4. Ogni decreto di irreperibilit deve essere preceduto da nuove ricerche nei luoghi indicati nell'articolo 159.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo V - Notificazioni


Art. 556 - Giudizio abbreviato e applicazione della pena su richiesta.
1. Per il giudizio abbreviato e per l'applicazione della pena su richiesta si osservano, rispettivamente, le disposizioni dei titoli I e II del libro sesto, in quanto applicabili.
2. Se manca l'udienza preliminare, si applicano, secondo i casi, le disposizioni degli articoli 555, comma 2, 557 e 558, comma 8. Si osserva altres, in quanto applicabile, la disposizione dell'articolo 441-bis; nel caso di cui al comma 4 di detto articolo, il giudice, revocata l'ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato, fissa l'udienza per il giudizio.

Codice di procedura penale - Libro 7 - Procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica - Titolo III - Procedimenti speciali


Art. 480 - Verbale di udienza.
1. L'ausiliario che assiste il giudice redige il verbale di udienza, nel quale sono indicati:
a) il luogo, la data, l'ora di apertura e di chiusura dell'udienza;
b) i nomi e i cognomi dei giudici;
c) il nome e il cognome del rappresentante del pubblico ministero, le generalit dell'imputato o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonch le generalit delle altre parti e dei loro rappresentanti, i nomi e i cognomi dei difensori.
2. Il verbale di udienza inserito nel fascicolo per il dibattimento.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 397 - Differimento dell'incidente probatorio.
1. Il pubblico ministero pu chiedere che il giudice disponga il differimento dell'incidente probatorio richiesto dalla persona sottoposta alle indagini quando la sua esecuzione pregiudicherebbe uno o pi atti di indagine preliminare. Il differimento non consentito quando pregiudicherebbe l'assunzione della prova.
2. La richiesta di differimento presentata a pena di inammissibilit nella cancelleria del giudice entro il termine previsto dall'articolo 396, comma 1, e indica:
a) l'atto o gli atti di indagine preliminare che l'incidente probatorio pregiudicherebbe e le cause del pregiudizio;
b) il termine del differimento richiesto.
3. Il giudice, se non dichiara inammissibile o rigetta la richiesta di incidente probatorio, provvede entro due giorni con ordinanza con la quale accoglie, dichiara inammissibile o rigetta la richiesta di differimento. L'ordinanza di inammissibilit o di rigetto immediatamente comunicata al pubblico ministero.
4. Nell'accogliere la richiesta di differimento il giudice fissa l'udienza per l'incidente probatorio, non oltre il termine strettamente necessario al compimento dell'atto o degli atti di indagine preliminare indicati nel comma 2 lettera a). L'ordinanza immediatamente comunicata al pubblico ministero e notificata per estratto alle persone indicate nell'articolo 393 comma 1 lettera b). La richiesta di differimento e l'ordinanza sono depositate alla udienza.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VII - Incidente probatorio


Art. 107 - Non accettazione, rinuncia o revoca del difensore.
1. Il difensore che non accetta l'incarico conferitogli o vi rinuncia ne d subito comunicazione all'autorit procedente e a chi lo ha nominato.
2. La non accettazione ha effetto dal momento in cui comunicata all'autorit procedente.
3. La rinuncia non ha effetto finch la parte non risulti assistita da un nuovo difensore di fiducia o da un difensore di ufficio e non sia decorso il termine eventualmente concesso a norma dell'articolo 108.
4. La disposizione del comma 3 si applica anche nel caso di revoca.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo VII - Difensore


Art. 420-quater - Contumacia dell'imputato.
1. Se l'imputato, libero o detenuto, non compare all'udienza e non ricorrono le condizioni indicate negli articoli 420, comma 2, 420-bis e 420-ter, commi 1 e 2, il giudice, sentite le parti, ne dichiara la contumacia.
2. L'imputato, quando si procede in sua contumacia, rappresentato dal suo difensore.
3. Se l'imputato compare prima che il giudice adotti i provvedimenti di cui al comma 1 dell'articolo 424, il giudice revoca l'ordinanza che ha dichiarato la contumacia. In tal caso l'imputato pu rendere dichiarazioni spontanee e chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.
4. L'ordinanza dichiarativa di contumacia nulla se al momento della pronuncia vi la prova che l'assenza dell'imputato dovuta a mancata conoscenza dell'avviso a norma dell'articolo 420-bis ovvero ad assoluta impossibilit di comparire per caso fortuito, forza maggiore od altro legittimo impedimento.
5. Se la prova dell'assenza indicata nel comma 4 perviene dopo la pronuncia dell'ordinanza prevista dal comma 1, ma prima dei provvedimenti cui al comma 1 dell'articolo 424, il giudice revoca l'ordinanza medesima e, se l'imputato non comparso, rinvia anche d'ufficio l'udienza. Restano comunque validi gli atti compiuti in precedenza, ma se l'imputato ne fa richiesta e dimostra che la prova pervenuta con ritardo senza sua colpa, il giudice dispone l'assunzione o la rinnovazione degli atti che ritiene rilevanti ai fini dei provvedimenti di cui al comma 1 dell'articolo 424.
6. Quando si procede a carico di pi imputati, si applicano le disposizioni dell'articolo 18, comma 1, lettere c) e d).
7. L'ordinanza dichiarativa della contumacia allegata al decreto che dispone il giudizio. Nel decreto in ogni caso indicato se l'imputato contumace o assente.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 86 - Richiesta di esclusione del responsabile civile.
1. La richiesta di esclusione del responsabile civile pu essere proposta dall'imputato nonch dalla parte civile e dal pubblico ministero che non ne abbiano richiesto la citazione.
2. La richiesta pu essere proposta altres dal responsabile civile che non sia intervenuto volontariamente anche qualora gli elementi di prova raccolti prima della citazione possano recare pregiudizio alla sua difesa in relazione a quanto previsto dagli articoli 651 e 654.
3. La richiesta deve essere motivata ed proposta, a pena di decadenza, non oltre il momento degli accertamenti relativi alla costituzione delle parti nella udienza preliminare o nel dibattimento. Il giudice decide senza ritardo con ordinanza.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo V - Parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria


Art. 181 - Nullit relative.
1. Le nullit diverse da quelle previste dagli articoli 178 e 179 comma 2 sono dichiarate su eccezione di parte.
2. Le nullit concernenti gli atti delle indagini preliminari e quelli compiuti nell'incidente probatorio e le nullit concernenti gli atti dell'udienza preliminare devono essere eccepite prima che sia pronunciato il provvedimento previsto all'articolo 424. Quando manchi l'udienza preliminare , le nullit devono essere eccepite entro il termine previsto dall'articolo 491 comma 1.
3. Le nullit concernenti il decreto che dispone il giudizio ovvero gli atti preliminari al dibattimento devono essere eccepite entro il termine previsto dall'articolo 491 comma 1. Entro lo stesso termine, ovvero con l'impugnazione della sentenza di non luogo a procedere, devono essere riproposte le nullit eccepite a norma del primo periodo del comma 2, che non siano state dichiarate dal giudice.
4. Le nullit verificatesi nel giudizio devono essere eccepite con l'impugnazione della relativa sentenza.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo VII - Nullit


Art. 26 - Prove acquisite dal giudice incompetente.
1. L'inosservanza delle norme sulla competenza non produce l'inefficacia delle prove gi acquisite.
2. Le dichiarazioni rese al giudice incompetente per materia, se ripetibili, sono utilizzabili soltanto nell'udienza preliminare e per le contestazioni a norma degli articoli 500 e 503.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 451 - Svolgimento del giudizio direttissimo.
1. Nel corso del giudizio direttissimo si osservano le disposizioni degli articoli 470 e seguenti.
2. La persona offesa e i testimoni possono essere citati anche oralmente da un ufficiale giudiziario o da un agente di polizia giudiziaria.
3. Il pubblico ministero, l'imputato e la parte civile possono presentare nel dibattimento testimoni senza citazione.
4. Il pubblico ministero, fuori del caso previsto dall'articolo 450 comma 2, contesta l'imputazione all'imputato presente.
5. Il presidente avvisa l'imputato della facolt di chiedere il giudizio abbreviato ovvero l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444.
6. L'imputato altres avvisato della facolt di chiedere un termine per preparare la difesa non superiore a dieci giorni. Quando l'imputato si avvale di tale facolt, il dibattimento sospeso fino all'udienza immediatamente successiva alla scadenza del termine.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo III - Giudizio direttissimo


Art. 83 - Citazione del responsabile civile.
1. Il responsabile civile per il fatto dell'imputato pu essere citato nel processo penale a richiesta della parte civile e, nel caso previsto dall'articolo 77, comma 4, a richiesta del pubblico ministero. L'imputato pu essere citato come responsabile civile per il fatto dei coimputati per il caso in cui venga prosciolto o sia pronunciata nei suoi confronti sentenza di non luogo a procedere.
2. La richiesta deve essere proposta al pi tardi per il dibattimento.
3. La citazione ordinata con decreto dal giudice che procede. Il decreto contiene:
a) le generalit o la denominazione della parte civile, con l'indicazione del difensore e le generalit del responsabile civile, se una persona fisica, ovvero la denominazione dell'associazione o dell'ente chiamato a rispondere e le generalit del suo legale rappresentante;
b) l'indicazione delle domande che si fanno valere contro il responsabile civile;
c) l'invito a costituirsi nei modi previsti dall'articolo 84;
d) la data e le sottoscrizioni del giudice e dell'ausiliario che lo assiste.
4. Copia del decreto notificata, a cura della parte civile, al responsabile civile, al pubblico ministero e all'imputato. Nel caso previsto dall'articolo 77 comma 4, la copia del decreto notificata al responsabile civile e all'imputato a cura del pubblico ministero. L'originale dell'atto con la relazione di notificazione depositato nella cancelleria del giudice che procede.
5. La citazione del responsabile civile nulla se per omissione o per erronea indicazione di qualche elemento essenziale il responsabile civile non stato posto in condizione di esercitare i suoi diritti nell'udienza preliminare o nel giudizio. La nullit della notificazione rende nulla la citazione.
6. La citazione del responsabile civile perde efficacia se la costituzione di parte civile revocata o se ordinata l'esclusione della parte civile.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo V - Parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria


Art. 418 - Fissazione dell'udienza.
1. Entro cinque giorni dal deposito della richiesta, il giudice fissa con decreto il giorno, l'ora e il luogo dell'udienza in camera di consiglio, provvedendo a norma dell'articolo 97 quando l'imputato privo di difensore di fiducia.
2. Tra la data di deposito della richiesta e la data dell'udienza non pu intercorrere un termine superiore a trenta giorni.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 518 - Fatto nuovo risultante dal dibattimento.
1. Fuori dei casi previsti dall'articolo 517, il pubblico ministero procede nelle forme ordinarie se nel corso del dibattimento risulta a carico dell'imputato un fatto nuovo non enunciato nel decreto che dispone il giudizio e per il quale si debba procedere di ufficio.
2. Tuttavia il presidente, qualora il pubblico ministero ne faccia richiesta, pu autorizzare la contestazione nella medesima udienza, se vi consenso dell'imputato presente e non ne deriva pregiudizio per la speditezza dei procedimenti.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 520 - Nuove contestazioni all'imputato contumace o assente.
1. Quando intende contestare i fatti o le circostanze indicati negli articoli 516 e 517 all'imputato contumace o assente, il pubblico ministero chiede al presidente che la contestazione sia inserita nel verbale del dibattimento e che il verbale sia notificato per estratto all'imputato.
2. In tal caso il presidente sospende il dibattimento e fissa una nuova udienza per la prosecuzione, osservando i termini indicati nell'articolo 519 commi 2 e 3.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 81 - Esclusione di ufficio della parte civile.
1. Fino a che non sia dichiarato aperto il dibattimento di primo grado, il giudice, qualora accerti che non esistono i requisiti per la costituzione di parte civile, ne dispone l'esclusione di ufficio, con ordinanza.
2. Il giudice provvede a norma del comma 1 anche quando la richiesta di esclusione stata rigettata nella udienza preliminare.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo V - Parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria


Art. 33-sexies - Inosservanza dichiarata nell'udienza preliminare.
1. Se nell'udienza preliminare il giudice ritiene che per il reato deve procedersi con citazione diretta a giudizio pronuncia, nei casi previsti dall'articolo 550, ordinanza di trasmissione degli atti al pubblico ministero per l'emissione del decreto di citazione a giudizio a norma dell'articolo 552.
2. Si applicano le disposizioni previste dagli articoli 424, commi 2 e 3, 553 e 554.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 449 - Casi e modi del giudizio direttissimo.
1. Quando una persona stata arrestata in flagranza di un reato, il pubblico ministero, se ritiene di dover procedere, pu presentare direttamente l'imputato in stato di arresto davanti al giudice del dibattimento, per la convalida e il contestuale giudizio, entro quarantotto ore dall'arresto. Si applicano al giudizio di convalida le disposizioni dell'articolo 391, in quanto compatibili.
2. Se l'arresto non convalidato, il giudice restituisce gli atti al pubblico ministero. Il giudice procede tuttavia a giudizio direttissimo quando l'imputato e il pubblico ministero vi consentono.
3. Se l'arresto convalidato, si procede immediatamente al giudizio.
4. Il pubblico ministero, quando l'arresto in flagranza gi stato convalidato, procede al giudizio direttissimo presentando l'imputato in udienza non oltre il trentesimo giorno dall'arresto, salvo che ci pregiudichi gravemente le indagini.
5. Il pubblico ministero procede inoltre al giudizio direttissimo, salvo che ci pregiudichi gravemente le indagini, nei confronti della persona che nel corso dell'interrogatorio ha reso confessione. L'imputato libero citato a comparire a una udienza non successiva al trentesimo giorno dalla iscrizione nel registro delle notizie di reato. L'imputato in stato di custodia cautelare per il fatto per cui si procede presentato all'udienza entro il medesimo termine.
6. Quando il reato per cui richiesto il giudizio direttissimo risulta connesso con altri reati per i quali mancano le condizioni che giustificano la scelta di tale rito, si procede separatamente per gli altri reati e nei confronti degli altri imputati, salvo che ci pregiudichi gravemente le indagini. Se la riunione risulta indispensabile, prevale in ogni caso il rito ordinario.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo III - Giudizio direttissimo


Art. 593 - Casi di appello.
1. Salvo quanto previsto dagli articoli 443, comma 3, 448, comma 2, 579 e 680, il pubblico ministero e l'imputato possono appellare contro le sentenze di condanna.
2. L'imputato e il pubblico ministero possono appellare contro le sentenze di proscioglimento nelle ipotesi di cui all'articolo 603, comma 2, se la nuova prova decisiva. Qualora il giudice, in via preliminare, non disponga la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale dichiara con ordinanza l'inammissibilit dell'appello. Entro quarantacinque giorni dalla notifica del provvedimento le parti possono proporre ricorso per cassazione anche contro la sentenza di primo grado.
3. Sono inappellabili le sentenze di condanna per le quali stata applicata la sola pena dell'ammenda.
Cfr. Corte Costituzionale, sentenza 4 aprile 2008, n. 85 in Altalex Massimario.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo II - Appello


Art. 513 - Lettura delle dichiarazioni rese dall'imputato nel corso delle indagini preliminari o nell'udienza preliminare.
1. Il giudice, se l'imputato contumace o assente ovvero rifiuta di sottoporsi all'esame, dispone, a richiesta di parte, che sia data lettura dei verbali delle dichiarazioni rese dall'imputato al pubblico ministero o alla polizia giudiziaria su delega del pubblico ministero o al giudice nel corso delle indagini preliminari o nell'udienza preliminare, ma tali dichiarazioni non possono essere utilizzate nei confronti di altri senza il loro consenso salvo che ricorrano i presupposti di cui all'articolo 500, comma 4.
2. Se le dichiarazioni sono state rese dalle persone indicate nell'articolo 210, comma 1, il giudice, a richiesta di parte, dispone, secondo i casi, l'accompagnamento coattivo del dichiarante o l'esame a domicilio o la rogatoria internazionale ovvero l'esame in altro modo previsto dalla legge con le garanzie del contradditorio. Se non possibile ottenere la presenza del dichiarante, ovvero procedere all'esame in uno dei modi suddetti, si applica la disposizione dell'articolo 512 qualora la impossibilit dipenda da fatti o circostanze imprevedibili al momento delle dichiarazioni. Qualora il dichiarante si avvalga della facolt di non rispondere, il giudice dispone la lettura dei verbali contenenti le suddette dichiarazioni soltanto con l'accordo delle parti.
3. Se le dichiarazioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo sono state assunte ai sensi dell'articolo 392, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 511.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 128 - Deposito dei provvedimenti del giudice.
1. Salvo quanto disposto per i provvedimenti emessi nell'udienza preliminare e nel dibattimento, gli originali dei provvedimenti del giudice sono depositati in cancelleria entro cinque giorni dalla deliberazione. Quando si tratta di provvedimenti impugnabili, l'avviso di deposito contenente l'indicazione del dispositivo comunicato al pubblico ministero e notificato a tutti coloro cui la legge attribuisce il diritto di impugnazione.
Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo II - Atti e provvedimenti del giudice


Art. 127 - Procedimento in camera di consiglio.
1. Quando si deve procedere in camera di consiglio, il giudice o il presidente del collegio fissa la data dell'udienza e ne fa dare avviso alle parti, alle altre persone interessate e ai difensori. L'avviso comunicato o notificato almeno dieci giorni prima della data predetta. Se l'imputato privo di difensore, l'avviso dato a quello di ufficio.
2. Fino a cinque giorni prima dell'udienza possono essere presentate memorie in cancelleria.
3. Il pubblico ministero, gli altri destinatari dell'avviso nonch i difensori sono sentiti se compaiono. Se l'interessato detenuto o internato in luogo posto fuori della circoscrizione del giudice e ne fa richiesta, deve essere sentito prima del giorno dell'udienza, dal magistrato di sorveglianza del luogo.
4. L'udienza rinviata se sussiste un legittimo impedimento dell'imputato o del condannato che ha chiesto di essere sentito personalmente e che non sia detenuto o internato in luogo diverso da quello in cui ha sede il giudice.
5. Le disposizioni dei commi 1, 3 e 4, sono previste a pena di nullit.
6. L'udienza si svolge senza la presenza del pubblico.
7. Il giudice provvede con ordinanza comunicata o notificata senza ritardo ai soggetti indicati nel comma 1, che possono proporre ricorso per cassazione.
8. Il ricorso non sospende l'esecuzione dell'ordinanza, a meno che il giudice che l'ha emessa disponga diversamente con decreto motivato.
9. L'inammissibilit dell'atto introduttivo del procedimento dichiarata dal giudice con ordinanza, anche senza formalit di procedura, salvo che sia altrimenti stabilito. Si applicano le disposizioni dei commi 7 e 8.
10. Il verbale di udienza redatto soltanto in forma riassuntiva a norma dell'art. 140 comma 2.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo II - Atti e provvedimenti del giudice


Art. 474 - Assistenza dell'imputato all'udienza.
1. L'imputato assiste all'udienza libero nella persona, anche se detenuto, salvo che in questo caso siano necessarie cautele per prevenire il pericolo di fuga o di violenza.
Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 521-bis - Modifiche della composizione del giudice a seguito di nuove contestazioni.
1. Se, in seguito ad una diversa definizione giuridica o alle contestazioni previste dagli articoli 516, commi 1-bis e 1-ter, 517, comma 1-bis, e 518 , il reato risulta tra quelli attribuiti alla cognizione del tribunale per cui prevista l'udienza preliminare e questa non si tenuta, il giudice dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero.
2. L'inosservanza della disposizione prevista dal comma 1 deve essere eccepita, a pena di decadenza, nei motivi di impugnazione.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 450 - Instaurazione del giudizio direttissimo.
1. Quando procede a giudizio direttissimo, il pubblico ministero fa condurre direttamente all'udienza l'imputato arrestato in flagranza o in stato di custodia cautelare.
2. Se l'imputato libero, il pubblico ministero, lo cita a comparire all'udienza per il giudizio direttissimo. Il termine per comparire non pu essere inferiore a tre giorni.
3. La citazione contiene i requisiti previsti dall'articolo 429 comma 1 lettera a), b), c), f), con l'indicazione del giudice competente per il giudizio nonch la data e la sottoscrizione. Si applica inoltre la disposizione dell'articolo 429 comma 2.
4. Il decreto, unitamente al fascicolo previsto dall'articolo 431, formato dal pubblico ministero, trasmesso alla cancelleria del giudice competente per il giudizio.
5. Al difensore notificato senza ritardo a cura del pubblico ministero l'avviso della data fissata per il giudizio.
6. Il difensore ha facolt di prendere visione e di estrarre copia, nella segreteria del pubblico ministero, della documentazione relativa alle indagini espletate.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo III - Giudizio direttissimo


Art. 512 - Lettura di atti per sopravvenuta impossibilit di ripetizione.
1. Il giudice, a richiesta di parte, dispone che sia data lettura degli atti assunti dalla polizia giudiziaria, dal pubblico ministero, dai difensori delle parti private e dal giudice nel corso della udienza preliminare quando, per fatti o circostanze imprevedibili, ne divenuta impossibile la ripetizione.
1-bis. sempre consentita la lettura dei verbali relativi all'acquisizione ed alle operazioni di distruzione degli atti di cui all'articolo 240.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 591 - Inammissibilit dell'impugnazione.
1. L'impugnazione inammissibile:
a) quando proposta da chi non legittimato o non ha interesse;
b) quando il provvedimento non impugnabile;
c) quando non sono osservate le disposizioni degli articoli 581, 582, 583, 585 e 586;
d) quando vi rinuncia all'impugnazione.
2. Il giudice dell'impugnazione, anche di ufficio, dichiara con ordinanza l'inammissibilit e dispone l'esecuzione del provvedimento impugnato.
3. L'ordinanza notificata a chi ha proposto l'impugnazione ed soggetta a ricorso per cassazione. Se l'impugnazione stata proposta personalmente dall'imputato, l'ordinanza notificata anche al difensore.
4. L'inammissibilit, quando non stata rilevata a norma del comma 2, pu essere dichiarata in ogni stato e grado del procedimento.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo I - Disposizioni generali


Art. 441 - Svolgimento del giudizio abbreviato.
1. Nel giudizio abbreviato si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni previste per l'udienza preliminare, fatta eccezione per quelle di cui agli articoli 422 e 423.
2. La costituzione di parte civile, intervenuta dopo la conoscenza dell'ordinanza che dispone il giudizio abbreviato, equivale ad accettazione del rito abbreviato.
3. Il giudizio abbreviato si svolge in camera di consiglio; il giudice dispone che il giudizio si svolga in pubblica udienza quando ne fanno richiesta tutti gli imputati.
4. Se la parte civile non accetta il rito abbreviato non si applica la disposizione di cui all'articolo 75, comma 3.
5. Quando il giudice ritiene di non poter decidere allo stato degli atti assume, anche d'ufficio, gli elementi necessari ai fini della decisione. Resta salva in tale caso l'applicabilit dell'articolo 423.
6. All'assunzione delle prove di cui al comma 5 del presente articolo e all'articolo 438, comma 5, si procede nelle forme previste dall'articolo 422, commi 2, 3 e 4.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo I - Giudizio abbreviato


Art. 79 - Termine per la costituzione di parte civile.
1. La costituzione di parte civile pu avvenire per l'udienza preliminare e successivamente, fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall'articolo 484.
2. Il termine previsto dal comma 1 stabilito a pena di decadenza.
3. Se la costituzione avviene dopo la scadenza del termine previsto dall'articolo 468 comma 1, la parte civile non pu avvalersi della facolt di presentare le liste dei testimoni, periti o consulenti tecnici.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo V - Parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria


Art. 199 - Facolt di astensione dei prossimi congiunti.
1. I prossimi congiunti dell'imputato non sono obbligati a deporre. Devono tuttavia deporre quando hanno presentato denuncia, querela o istanza ovvero essi o un loro prossimo congiunto sono offesi dal reato.
2. Il giudice, a pena di nullit, avvisa le persone predette della facolt di astenersi chiedendo loro se intendono avvalersene.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano anche a chi legato all'imputato da vincolo di adozione. Si applicano inoltre, limitatamente ai fatti verificatisi o appresi dall'imputato durante la convivenza coniugale:
a) a chi, pur non essendo coniuge dell'imputato, come tale conviva o abbia convissuto con esso;
b) al coniuge separato dell'imputato;
c) alla persona nei cui confronti sia intervenuta sentenza di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto con l'imputato.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo II - Mezzi di prova


Art. 409 - Provvedimenti del giudice sulla richiesta di archiviazione.
1. Fuori dei casi in cui sia stata presentata l'opposizione prevista dall'articolo 410, il giudice, se accoglie la richiesta di archiviazione, pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero. Il provvedimento che dispone l'archiviazione notificato alla persona sottoposta alle indagini se nel corso del procedimento stata applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare.
2. Se non accoglie la richiesta, il giudice fissa la data dell'udienza in camera di consiglio e ne fa dare avviso al pubblico ministero, alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa dal reato. Il procedimento si svolge nelle forme previste dall'articolo 127. Fino al giorno dell'udienza gli atti restano depositati in cancelleria con facolt del difensore di estrarne copia.
3. Della fissazione dell'udienza il giudice d inoltre comunicazione al procuratore generale presso la corte di appello.
4. A seguito dell'udienza, il giudice, se ritiene necessarie ulteriori indagini, le indica con ordinanza al pubblico ministero, fissando il termine indispensabile per il compimento di esse.
5. Fuori del caso previsto dal comma 4, il giudice, quando non accoglie la richiesta di archiviazione, dispone con ordinanza che, entro dieci giorni, il pubblico ministero formuli l'imputazione. Entro due giorni dalla formulazione dell'imputazione, il giudice fissa con decreto l'udienza preliminare. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 418 e 419.
6. L'ordinanza di archiviazione ricorribile per cassazione solo nei casi di nullit previsti dall'articolo 127 comma 5.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VIII - Chiusura delle indagini preliminari


Art. 87 - Esclusione di ufficio del responsabile civile.
1. Fino a che non sia dichiarato aperto il dibattimento di primo grado, il giudice, qualora accerti che non esistono i requisiti per la citazione o per l'intervento del responsabile civile, ne dispone l'esclusione di ufficio, con ordinanza.
2. Il giudice provvede a norma del comma 1 anche quando la richiesta di esclusione stata rigettata nella udienza preliminare.
3. L'esclusione disposta senza ritardo, anche di ufficio, quando il giudice accoglie la richiesta di giudizio abbreviato.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo V - Parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria


Art. 38 - Termini e forme per la dichiarazione di ricusazione.
1. La dichiarazione di ricusazione pu essere proposta, nell'udienza preliminare, fino a che non siano conclusi gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti; nel giudizio, fino a che non sia scaduto il termine previsto dall'articolo 491 comma 1; in ogni altro caso, prima del compimento dell'atto da parte del giudice.
2. Qualora la causa di ricusazione sia sorta o sia divenuta nota dopo la scadenza dei termini previsti dal comma 1, la dichiarazione pu essere proposta entro tre giorni. Se la causa sorta o divenuta nota durante l'udienza, la dichiarazione di ricusazione deve essere in ogni caso proposta prima del termine dell'udienza.
3. La dichiarazione contenente l'indicazione dei motivi e delle prove proposta con atto scritto ed presentata, assieme ai documenti, nella cancelleria del giudice competente a decidere. Copia della dichiarazione depositata nella cancelleria dell'ufficio cui addetto il giudice ricusato.
4. La dichiarazione, quando non fatta personalmente dall'interessato, pu essere proposta a mezzo del difensore o di un procuratore speciale. Nell'atto di procura, devono essere indicati, a pena di inammissibilit, i motivi della ricusazione.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 33-septies - Inosservanza dichiarata nel dibattimento di primo grado.
1. Nel dibattimento di primo grado instaurato a seguito dell'udienza preliminare, il giudice, se ritiene che il reato appartiene alla cognizione del tribunale in composizione diversa, trasmette gli atti, con ordinanza, al giudice competente a decidere sul reato contestato.
2. Fuori dai casi previsti dal comma 1, se il giudice monocratico ritiene che il reato appartiene alla cognizione del collegio, dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero.
3. Si applica la disposizione dell'articolo 420-ter, comma 4.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 85 - Intervento volontario del responsabile civile.
1. Quando vi costituzione di parte civile o quando il pubblico ministero esercita l'azione civile a norma dell'articolo 77 comma 4, il responsabile civile pu intervenire volontariamente nel processo, anche a mezzo di procuratore speciale, per l'udienza preliminare e, successivamente, fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall'articolo 484, presentando una dichiarazione scritta a norma dell'articolo 84 commi 1 e 2.
2. Il termine previsto dal comma 1 stabilito a pena di decadenza. Se l'intervento avviene dopo la scadenza del termine previsto dall'articolo 468 comma 1, il responsabile civile non pu avvalersi della facolt di presentare le liste dei testimoni, periti o consulenti tecnici.
3. Se presentata fuori udienza, la dichiarazione notificata, a cura del responsabile civile, alle altre parti e produce effetto per ciascuna di esse dal giorno nel quale eseguita la notificazione.
4. L'intervento del responsabile civile perde efficacia se la costituzione di parte civile revocata o se ordinata l'esclusione della parte civile.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo V - Parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria


Art. 516 - Modifica della imputazione.
1. Se nel corso dell'istruzione dibattimentale il fatto risulta diverso da come descritto nel decreto che dispone il giudizio, e non appartiene alla competenza di un giudice superiore, il pubblico ministero modifica l'imputazione e procede alla relativa contestazione.
1-bis. Se a seguito della modifica il reato risulta attribuito alla cognizione del tribunale in composizione collegiale anzich monocratica, l'inosservanza delle disposizioni sulla composizione del giudice rilevata o eccepita, a pena di decadenza, immediatamente dopo la nuova contestazione ovvero, nei casi indicati dagli articoli 519 comma 2 e 520 comma 2, prima del compimento di ogni altro atto nella nuova udienza fissata a norma dei medesimi articoli.
1-ter. Se a seguito della modifica risulta un reato per il quale prevista l'udienza preliminare, e questa non si tenuta, l'inosservanza delle relative disposizioni eccepita, a pena di decadenza, entro il termine indicato dal comma 1-bis.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 435 - Richiesta di revoca.
1. Nella richiesta di revoca il pubblico ministero indica le nuove fonti di prova, specifica se queste sono gi state acquisite o sono ancora da acquisire e richiede, nel primo caso, il rinvio a giudizio e, nel secondo, la riapertura delle indagini.
2. Con la richiesta sono trasmessi alla cancelleria del giudice gli atti relativi alle nuove fonti di prova.
3. Il giudice, se non dichiara inammissibile la richiesta, designa un difensore all'imputato che ne sia privo, fissa la data dell'udienza in camera di consiglio e ne fa dare avviso al pubblico ministero, all'imputato, al difensore e alla persona offesa. Il procedimento si svolge nelle forme previste dall'articolo 127.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo X - Revoca della sentenza di non luogo a procedere


Art. 165 - Notificazioni all'imputato latitante o evaso.
1. Le notificazioni all'imputato latitante o evaso sono eseguite mediante consegna di copia al difensore.
2. Se l'imputato privo di difensore, l'autorit giudiziaria designa un difensore di ufficio.
3. L'imputato latitante o evaso rappresentato a ogni effetto dal difensore.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo V - Notificazioni


Art. 421-bis - Ordinanza per l'integrazione delle indagini.
1. Quando non provvede a norma del comma 4 dell'articolo 421, il giudice, se le indagini preliminari sono incomplete, indica le ulteriori indagini, fissando il termine per il loro compimento e la data della nuova udienza preliminare. Del provvedimento data comunicazione al procuratore generale presso la corte d'appello.
2. Il procuratore generale presso la corte d'appello pu disporre con decreto motivato l'avocazione delle indagini a seguito della comunicazione prevista dal comma 1. Si applica, in quanto compatibile, la disposizione dell'articolo 412, comma 1.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 34 - Incompatibilit determinata da atti compiuti nel procedimento.
1. Il giudice che ha pronunciato o ha concorso a pronunciare sentenza in un grado del procedimento non pu esercitare funzioni di giudice negli altri gradi, n partecipare al giudizio di rinvio dopo l'annullamento o al giudizio per revisione.
2. Non pu partecipare al giudizio il giudice che ha emesso il provvedimento conclusivo dell'udienza preliminare o ha disposto il giudizio immediato o ha emesso decreto penale di condanna o ha deciso sull'impugnazione avverso la sentenza di non luogo a procedere.
2-bis. Il giudice che nel medesimo procedimento ha esercitato funzioni di giudice per le indagini preliminari non pu emettere il decreto penale di condanna, n tenere l'udienza preliminare; inoltre, anche fuori dei casi previsti dal comma 2, non pu partecipare al giudizio.
2-ter. Le disposizioni del comma 2-bis non si applicano al giudice che nel medesimo procedimento abbia adottato uno dei seguenti provvedimenti:
a) le autorizzazioni sanitarie previste dall'articolo 11 della legge 26 luglio 1975, n. 354;
b) i provvedimenti relativi ai permessi di colloquio, alla corrispondenza telefonica e al visto di controllo sulla corrispondenza, previsti dagli articoli 18 e 18-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354;
c) i provvedimenti relativi ai permessi previsti dall'articolo 30 della legge 26 luglio 1975, n. 354;
d) il provvedimento di restituzione nel termine di cui all'articolo 175;
e) il provvedimento che dichiara la latitanza a norma dell'articolo 296.
2-quater. Le disposizioni del comma 2-bis non si applicano inoltre al giudice che abbia provveduto all'assunzione dell'incidente probatorio o comunque adottato uno dei provvedimenti previsti dal titolo VII del libro quinto.
3. Chi ha esercitato funzioni di pubblico ministero o ha svolto atti di polizia giudiziaria o ha prestato ufficio di difensore, di procuratore speciale, di curatore di una parte ovvero di testimone, perito, consulente tecnico o ha proposto denuncia, querela, istanza o richiesta o ha deliberato o ha concorso a deliberare l'autorizzazione a procedere non pu esercitare nel medesimo procedimento l'ufficio di giudice.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 304 - Sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelare.
1. I termini previsti dall'articolo 303 sono sospesi, con ordinanza appellabile a norma dell'articolo 310, nei seguenti casi:
a) nella fase del giudizio, durante il tempo in cui il dibattimento sospeso o rinviato per impedimento dell'imputato o del suo difensore ovvero su richiesta dell'imputato o del suo difensore, sempre che la sospensione o il rinvio non siano stati disposti per esigenze di acquisizione della prova o a seguito di concessione di termini per la difesa;
b) nella fase del giudizio, durante il tempo in cui il dibattimento sospeso o rinviato a causa della mancata presentazione, dell'allontanamento o della mancata partecipazione di uno o pi difensori che rendano privo di assistenza uno o pi imputati;
c) nella fase del giudizio, durante la pendenza dei termini previsti dall'articolo 544, commi 2 e 3;
c-bis) nel giudizio abbreviato, durante il tempo in cui l'udienza sospesa o rinviata per taluno dei casi indicati nelle lettere a) e b) e durante la pendenza dei termini previsti dall'articolo 544, commi 2 e 3.
2. I termini previsti dall'articolo 303 possono essere altres sospesi quando si procede per taluno dei reati indicati nell'articolo 407, comma 2, lettera a), nel caso di dibattimenti o di giudizi abbreviati particolarmente complessi, durante il tempo in cui sono tenute le udienze o si delibera la sentenza nel giudizio di primo grado o nel giudizio sulle impugnazioni.
3. Nei casi previsti dal comma 2, la sospensione disposta dal giudice, su richiesta del pubblico ministero, con ordinanza appellabile a norma dell'articolo 310.
4. I termini previsti dall'articolo 303, comma 1, lettera a), sono sospesi, con ordinanza appellabile a norma dell'articolo 310, se l'udienza preliminare sospesa o rinviata per taluno dei casi indicati nel comma 1, lettere a) e b), del presente articolo.
5. Le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1, anche se riferite al giudizio abbreviato, e di cui al comma 4 non si applicano ai coimputati ai quali i casi di sospensione non si riferiscono e che chiedono che si proceda nei loro confronti previa separazione dei processi.
6. La durata della custodia cautelare non pu comunque superare il doppio dei termini previsti dall'articolo 303, commi 1, 2 e 3 senza tenere conto dell'ulteriore termine previsto dall'articolo 303, comma 1, lettera b), numero 3-bis) e i termini aumentati della met previsti dall'articolo 303, comma 4, ovvero, se pi favorevole, i due terzi del massimo della pena temporanea prevista per il reato contestato o ritenuto in sentenza. A tal fine la pena dell'ergastolo equiparata alla pena massima temporanea.
7. Nel computo dei termini di cui al comma 6, salvo che per il limite relativo alla durata complessiva della custodia cautelare, non si tiene conto dei periodi di sospensione di cui al comma 1, lettera b).

Codice di procedura penale - Libro 3 - Misure cautelari - Titolo I - Misure cautelari personali


Art. 78 - Formalit della costituzione di parte civile.
1. La dichiarazione di costituzione di parte civile depositata nella cancelleria del giudice che procede o presentata in udienza e deve contenere, a pena di inammissibilit:
a) le generalit della persona fisica o la denominazione dell'associazione o dell'ente che si costituisce parte civile e le generalit del suo legale rappresentante;
b) le generalit dell'imputato nei cui confronti viene esercitata l'azione civile o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo;
c) il nome e il cognome del difensore e l'indicazione della procura;
d) l'esposizione delle ragioni che giustificano la domanda;
e) la sottoscrizione del difensore.
2. Se presentata fuori udienza, la dichiarazione deve essere notificata, a cura della parte civile, alle altre parti e produce effetto per ciascuna di esse dal giorno nel quale eseguita la notificazione.
3. Se la procura non apposta in calce o a margine della dichiarazione di parte civile, ed conferita nelle altre forme previste dall'articolo 100, commi 1 e 2, essa depositata nella cancelleria o presentata in udienza unitamente alla dichiarazione di costituzione della parte civile.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo V - Parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria


Art. 494 - Dichiarazioni spontanee dell'imputato.
1. Esaurita l'esposizione introduttiva, il presidente informa l'imputato che egli ha facolt di rendere in ogni stato del dibattimento le dichiarazioni che ritiene opportune, purch esse si riferiscano all'oggetto dell'imputazione e non intralcino l'istruzione dibattimentale. Se nel corso delle dichiarazioni l'imputato non si attiene all'oggetto dell'imputazione, il presidente lo ammonisce e, se l'imputato persiste, gli toglie la parola.
2. L'ausiliario riproduce integralmente le dichiarazioni rese a norma del comma 1, salvo che il giudice disponga che il verbale sia redatto in forma riassuntiva.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 599 - Decisioni in camera di consiglio.
1. Quando l'appello ha esclusivamente per oggetto la specie o la misura della pena, anche con riferimento al giudizio di comparazione fra circostanze, o l'applicabilit delle circostanze attenuanti generiche, di sanzioni sostitutive, della sospensione condizionale della pena o della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, la corte provvede in camera di consiglio con le forme previste dall'articolo 127.
2. L'udienza rinviata se sussiste un legittimo impedimento dell'imputato che ha manifestato la volont di comparire.
3. Nel caso di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale, il giudice assume le prove in camera di consiglio, a norma dell'articolo 603, con la necessaria partecipazione del pubblico ministero e dei difensori. Se questi non sono presenti quando disposta la rinnovazione, il giudice fissa una nuova udienza e dispone che copia del provvedimento sia comunicata al pubblico ministero e notificata ai difensori.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo II - Appello


Art. 526 - Prove utilizzabili ai fini della deliberazione.
1. Il giudice non pu utilizzare ai fini della deliberazione prove diverse da quelle legittimamente acquisite nel dibattimento.
1-bis. La colpevolezza dell'imputato non pu essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si sempre volontariamente sottratto all'esame da parte dell'imputato o del suo difensore.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo III - Sentenza


Art. 75 - Rapporti tra azione civile e azione penale.
1. L'azione civile proposta davanti al giudice civile pu essere trasferita nel processo penale fino a quando in sede civile non sia stata pronunciata sentenza di merito anche non passata in giudicato. L'esercizio di tale facolt comporta rinuncia agli atti del giudizio; il giudice penale provvede anche sulle spese del procedimento civile.
2. L'azione civile prosegue in sede civile se non trasferita nel processo penale o stata iniziata quando non pi ammessa la costituzione di parte civile.
3. Se l'azione proposta in sede civile nei confronti dell'imputato dopo la costituzione di parte civile nel processo penale o dopo la sentenza penale di primo grado, il processo civile sospeso fino alla pronuncia della sentenza penale non pi soggetta a impugnazione, salve le eccezioni previste dalla legge.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo V - Parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria


Art. 456 - Decreto di giudizio immediato.
1. Al decreto che dispone il giudizio immediato si applicano le disposizioni dell'articolo 429 commi 1 e 2.
2. Il decreto contiene anche l'avviso che l'imputato pu chiedere il giudizio abbreviato ovvero l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444.
3. Il decreto comunicato al pubblico ministero e notificato all'imputato e alla persona offesa almeno trenta giorni prima della data fissata per il giudizio.
4. All'imputato e alla persona offesa, unitamente al decreto, notificata la richiesta del pubblico ministero.
5. Al difensore dell'imputato notificato avviso alla data fissata per il giudizio entro il termine previsto dal comma 3.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo IV - Giudizio immediato


Art. 72 - Revoca dell'ordinanza di sospensione.
1. Allo scadere del sesto mese dalla pronuncia dell'ordinanza di sospensione del procedimento, o anche prima quando ne ravvisi l'esigenza, il giudice dispone ulteriori accertamenti peritali sullo stato di mente dell'imputato. Analogamente provvede a ogni successiva scadenza di sei mesi, qualora il procedimento non abbia ripreso il suo corso.
2. La sospensione revocata con ordinanza non appena risulti che lo stato mentale dell'imputato ne consente la cosciente partecipazione al procedimento ovvero che nei confronti dell'imputato deve essere pronunciata sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo IV - Imputato


Art. 299 - Revoca e sostituzione delle misure.
1. Le misure coercitive e interdittive sono immediatamente revocate quando risultano mancanti, anche per fatti sopravvenuti, le condizioni di applicabilit previste dall'art. 273 o dalle disposizioni relative alle singole misure ovvero le esigenze cautelari previste dall'articolo 274.
2. Salvo quanto previsto dall'art. 275, comma 3, quando le esigenze cautelari risultano attenuate ovvero la misura applicata non appare pi proporzionata all'entit del fatto o alla sanzione che si ritiene possa essere irrogata, il giudice sostituisce la misura con un'altra meno grave ovvero ne dispone l'applicazione con modalit meno gravose.
3. Il pubblico ministero e l'imputato richiedono la revoca o la sostituzione delle misure al giudice, il quale provvede con ordinanza entro cinque giorni dal deposito della richiesta. Il giudice provvede anche di ufficio quando assume l'interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare o quando richiesto della proroga del termine per le indagini preliminari o dell'assunzione di incidente probatorio ovvero quando procede all'udienza preliminare o al giudizio.
3-bis. Il giudice, prima di provvedere in ordine alla revoca o alla sostituzione delle misure coercitive e interdittive, di ufficio o su richiesta dell'imputato, deve sentire il pubblico ministero. Se nei due giorni successivi il pubblico ministero non esprime il proprio parere, il giudice procede.
3-ter. Il giudice, valutati gli elementi addotti per la revoca o la sostituzione delle misure, prima di provvedere pu assumere l'interrogatorio della persona sottoposta alle indagini. Se l'istanza di revoca o di sostituzione basata su elementi nuovi o diversi rispetto a quelli gi valutati, il giudice deve assumere l'interrogatorio dell'imputato che ne ha fatto richiesta.
4. Fermo quanto previsto, dall'articolo 276, quando le esigenze cautelari risultano aggravate, il giudice, su richiesta del pubblico ministero, sostituisce la misura applicata con un'altra pi grave ovvero ne dispone l'applicazione con modalit pi gravose.
4-bis. Dopo la chiusura delle indagini preliminari, se l'imputato chiede la revoca o la sostituzione della misura con altra meno grave ovvero la sua applicazione con modalit meno gravose, il giudice, se la richiesta non presentata in udienza, ne d comunicazione al pubblico ministero, il quale, nei due giorni successivi, formula le proprie richieste.
4-ter. In ogni stato e grado del procedimento, quando non in grado di decidere allo stato degli atti, il giudice dispone, anche di ufficio e senza formalit, accertamenti sulle condizioni di salute o su altre condizioni o qualit personali dell'imputato. Gli accertamenti sono eseguiti al pi presto e comunque entro quindici giorni da quello in cui la richiesta pervenuta al giudice. Se la richiesta di revoca o di sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere basata sulle condizioni di salute di cui all'articolo 275, comma 4-bis, ovvero se tali condizioni di salute sono segnalate dal servizio sanitario penitenziario, o risultano in altro modo al giudice, questi, se non ritiene di accogliere la richiesta sulla base degli atti, dispone con immediatezza, e comunque non oltre il termine previsto nel comma 3, gli accertamenti medici del caso, nominando perito ai sensi dell'articolo 220 e seguenti, il quale deve tener conto del parere del medico penitenziario e riferire entro il termine di cinque giorni, ovvero, nel caso di rilevata urgenza, non oltre due giorni dall'accertamento. Durante il periodo compreso tra il provvedimento che dispone gli accertamenti e la scadenza del termine per gli accertamenti medesimi, sospeso il termine previsto dal comma 3.
4-quater. Si applicano altres le disposizioni di cui all'articolo 286-bis, comma 3.

Codice di procedura penale - Libro 3 - Misure cautelari - Titolo I - Misure cautelari personali


Art. 61 - Estensione dei diritti e delle garanzie dell'imputato.
1. I diritti e le garanzie dell'imputato si estendono alla persona sottoposta alle indagini preliminari.
2. Alla stessa persona si estende ogni altra disposizione relativa all'imputato, salvo che sia diversamente stabilito.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo IV - Imputato


Art. 66 - Verifica dell'identit personale dell'imputato.
1. Nel primo atto cui presente l'imputato, l'autorit giudiziaria lo invita a dichiarare le proprie generalit e quant'altro pu valere a identificarlo, ammonendolo circa le conseguenze cui si espone chi si rifiuta di dare le proprie generalit o le d false.
2. L'impossibilit di attribuire all'imputato le sue esatte generalit non pregiudica il compimento di alcun atto da parte dell'autorit procedente, quando sia certa l'identit fisica della persona.
3. Le erronee generalit attribuite all'imputato sono rettificate nelle forme previste dall'articolo 130.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo IV - Imputato


Art. 585 - Termini per l'impugnazione.
1. Il termine per proporre impugnazione, per ciascuna delle parti, :
a) di quindici giorni, per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio e nel caso previsto dall'articolo 544 comma 1;
b) di trenta giorni, nel caso previsto dall'articolo 544 comma 2;
c) di quarantacinque giorni, nel caso previsto dall'articolo 544 comma 3.
2. I termini previsti dal comma 1 decorrono:
a) dalla notificazione o comunicazione dell'avviso di deposito del provvedimento emesso in seguito a procedimento in camera di consiglio;
b) dalla lettura del provvedimento in udienza, quando redatta anche la motivazione, per tutte le parti che sono state o che debbono considerarsi presenti nel giudizio, anche se non sono presenti alla lettura;
c) dalla scadenza del termine stabilito dalla legge o determinato dal giudice per il deposito della sentenza ovvero, nel caso previsto dall'articolo 548 comma 2, dal giorno in cui stata eseguita la notificazione o la comunicazione dell'avviso di deposito;
d) dal giorno in cui stata eseguita la notificazione o la comunicazione dell'avviso di deposito con l'estratto del provvedimento, per l'imputato contumace e per il procuratore generale presso la corte di appello rispetto ai provvedimenti emessi in udienza da qualsiasi giudice della sua circoscrizione diverso dalla corte di appello.
3. Quando la decorrenza diversa per l'imputato e per il suo difensore, opera per entrambi il termine che scade per ultimo.
4. Fino a quindici giorni prima dell'udienza possono essere presentati nella cancelleria del giudice della impugnazione motivi nuovi nel numero di copie necessarie per tutte le parti. L'inammissibilit dell'impugnazione si estende ai motivi nuovi.
5. I termini previsti dal presente articolo sono stabiliti a pena di decadenza.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo I - Disposizioni generali


Art. 28 - Casi di conflitto.
1. Vi conflitto quando in qualsiasi stato e grado del processo:
a) uno o pi giudici ordinari e uno o pi giudici speciali contemporaneamente prendono o ricusano di prendere cognizione del medesimo fatto attribuito alla stessa persona;
b) due o pi giudici ordinari contemporaneamente prendono o ricusano di prendere cognizione del medesimo fatto attribuito alla stessa persona.
2. Le norme sui conflitti si applicano anche nei casi analoghi a quelli previsti dal comma 1. Tuttavia, qualora il contrasto sia tra giudice dell'udienza preliminare e giudice del dibattimento, prevale la decisione di quest'ultimo.
3. Nel corso delle indagini preliminari, non pu essere proposto conflitto positivo fondato su ragioni di competenza per territorio determinata dalla connessione.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 519 - Diritti delle parti.
1. Nei casi previsti dagli articoli 516, 517 e 518 comma 2, salvo che la contestazione abbia per oggetto la recidiva, il presidente informa l'imputato che pu chiedere un termine per la difesa.
2. Se l'imputato ne fa richiesta, il presidente sospende il dibattimento per un tempo non inferiore al termine per comparire previsto dall'articolo 429, ma comunque non superiore a quaranta giorni. In ogni caso l'imputato pu chiedere l'ammissione di nuove prove a norma dell'articolo 507.
3. Il presidente dispone la citazione della persona offesa, osservando un termine non inferiore a cinque giorni.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 471 - Pubblicit dell'udienza.
1. L'udienza pubblica a pena di nullit.
2. Non sono ammessi nell'aula di udienza coloro che non hanno compiuto gli anni diciotto, le persone che sono sottoposte a misure di prevenzione e quelle che appaiono in stato di ubriachezza, di intossicazione o di squilibrio mentale.
3. Se alcuna di queste persone deve intervenire all'udienza come testimone, fatta allontanare non appena la sua presenza non pi necessaria.
4. Non consentita la presenza in udienza di persone armate, fatta eccezione per gli appartenenti alla forza pubblica, n di persone che portino oggetti atti a molestare. Le persone che turbano il regolare svolgimento dell'udienza sono espulse per ordine del presidente o, in sua assenza, del pubblico ministero, con divieto di assistere alle ulteriori attivit processuali.
5. Per ragioni di ordine, il presidente pu disporre, in casi eccezionali, che l'ammissione nell'aula di udienza sia limitata a un determinato numero di persone.
6. I provvedimenti menzionati nel presente articolo sono dati oralmente e senza formalit.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 436 - Provvedimenti del giudice.
1. Sulla richiesta di revoca il giudice provvede con ordinanza.
2. Quando revoca la sentenza di non luogo a procedere, il giudice, se il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio, fissa l'udienza preliminare, dandone avviso agli interessati presenti e disponendo per gli altri la notificazione; altrimenti ordina la riapertura delle indagini.
3. Con l'ordinanza di riapertura delle indagini, il giudice stabilisce per il loro compimento un termine improrogabile non superiore a sei mesi.
4. Entro la scadenza del termine, il pubblico ministero, qualora sulla base dei nuovi atti di indagine non debba chiedere l'archiviazione, trasmette alla cancelleria del giudice la richiesta di rinvio a giudizio.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo X - Revoca della sentenza di non luogo a procedere


Art. 156 - Notificazioni all'imputato detenuto.
1. Le notificazioni all'imputato detenuto sono eseguite nel luogo di detenzione mediante consegna di copia alla persona.
2. In caso di rifiuto della ricezione, se ne fa menzione nella relazione di notificazione e la copia rifiutata consegnata al direttore dell'istituto o a chi ne fa le veci. Nello stesso modo si provvede quando non possibile consegnare la copia direttamente all'imputato, perch legittimamente assente. In tal caso, della avvenuta notificazione il direttore dell'istituto informa immediatamente l'interessato con il mezzo pi celere.
3. Le notificazioni all'imputato detenuto in luogo diverso dagli istituti penitenziari sono eseguite a norma dell'articolo 157.
4. Le disposizioni che precedono si applicano anche quando dagli atti risulta che l'imputato detenuto per causa diversa dal procedimento per il quale deve eseguirsi la notificazione o internato in un istituto penitenziario.
5. In nessun caso le notificazioni all'imputato detenuto o internato possono essere eseguite con le forme dell'articolo 159.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo V - Notificazioni


Art. 309 - Riesame delle ordinanze che dispongono una misura coercitiva.
1. Entro dieci giorni dalla esecuzione o notificazione del provvedimento, l'imputato pu proporre richiesta di riesame, anche nel merito, della ordinanza che dispone una misura coercitiva, salvo che si tratti di ordinanza emessa a seguito di appello del pubblico ministero.
2. Per l'imputato latitante il termine decorre dalla data di notificazione eseguita a norma dell'articolo 165. Tuttavia, se sopravviene l'esecuzione della misura, il termine decorre da tale momento quando l'imputato prova di non avere avuto tempestiva conoscenza del provvedimento.
3. Il difensore dell'imputato pu proporre la richiesta di riesame entro dieci giorni dalla notificazione dell'avviso di deposito dell'ordinanza che dispone la misura.
3-bis. Nei termini previsti dai commi 1, 2 e 3 non si computano i giorni per i quali stato disposto il differimento del colloquio, a norma dell'articolo 104, comma 3.
4. La richiesta di riesame presentata nella cancelleria del tribunale indicato nel comma 7. Si osservano le forme previste dagli articoli 582 e 583 .
5. Il presidente cura che sia dato immediato avviso all'autorit giudiziaria procedente la quale, entro il giorno successivo, e comunque non oltre il quinto giorno, trasmette al tribunale gli atti presentati a norma dell'articolo 291, comma 1, nonch tutti gli elementi sopravvenuti a favore della persona sottoposta alle indagini.
6. Con la richiesta di riesame possono essere enunciati anche i motivi. Chi ha proposto la richiesta ha, inoltre, facolt di enunciare i nuovi motivi davanti al giudice del riesame facendone dare atto a verbale prima dell'inizio della discussione.
7. Sulla richiesta di riesame decide, in composizione collegiale, il tribunale del luogo nel quale ha sede la corte di appello o la sezione distaccata della corte di appello nella cui circoscrizione compreso l'ufficio del giudice che ha emesso l'ordinanza.
8. Il procedimento davanti al tribunale si svolge in camera di consiglio nelle forme previste dall'articolo 127. L'avviso della data fissata per l'udienza comunicato, almeno tre giorni prima, al pubblico ministero presso il tribunale indicato nel comma 7 e, se diverso, a quello che ha richiesto l'applicazione della misura; esso notificato, altres, entro lo stesso termine, all'imputato ed al suo difensore. Fino al giorno dell'udienza gli atti restano depositati in cancelleria, con facolt per il difensore di esaminarli e di estrarne copia.
8-bis. Il pubblico ministero che ha richiesto l'applicazione della misura pu partecipare all'udienza in luogo del pubblico ministero presso il tribunale indicato nel comma 7.
9. Entro dieci giorni dalla ricezione degli atti il tribunale, se non deve dichiarare l'inammissibilit della richiesta, annulla, riforma e conferma l'ordinanza oggetto del riesame decidendo anche sulla base degli elementi addotti dalle parti nel corso dell'udienza. Il tribunale pu annullare il provvedimento impugnato o riformarlo in senso favorevole all'imputato anche per motivi diversi da quelli enunciati ovvero pu confermarlo per ragioni diverse da quelle indicate nella motivazione del provvedimento stesso.
10. Se la trasmissione degli atti non avviene nei termini di cui al comma 5 o se la decisione sulla richiesta di riesame non interviene entro il termine prescritto, l'ordinanza che dispone la misura coercitiva perde efficacia.

Codice di procedura penale - Libro 3 - Misure cautelari - Titolo I - Misure cautelari personali


Art. 550 - Casi di citazione diretta a giudizio.
1. Il pubblico ministero esercita l'azione penale con la citazione diretta a giudizio quando si tratta di contravvenzioni ovvero di delitti puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo a quattro anni o con la multa, sola o congiunta alla predetta pena detentiva. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 415-bis. Per la determinazione della pena si osservano le disposizioni dell'articolo 4.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche quando si procede per uno dei seguenti reati:
a) violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall'articolo 336 del codice penale;
b) resistenza a un pubblico ufficiale prevista dall'articolo 337 del codice penale;
c) oltraggio a un magistrato in udienza aggravato a norma dell'articolo 343, secondo comma, del codice penale;
d) violazione di sigilli aggravata a norma dell'articolo 349, secondo comma, del codice penale;
e) rissa aggravata a norma dell'articolo 588, secondo comma, del codice penale, con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime;
f) furto aggravato a norma dell'articolo 625 del codice penale;
g) ricettazione prevista dall'articolo 648 del codice penale.
3. Se il pubblico ministero ha esercitato l'azione penale con citazione diretta per un reato per il quale prevista l'udienza preliminare e la relativa eccezione proposta entro il termine indicato dall'articolo 491, comma 1, il giudice dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero.

Codice di procedura penale - Libro 7 - Procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica - Titolo II - Citazione diretta a giudizio


Art. 69 - Morte dell'imputato.
1. Se risulta la morte dell'imputato, in ogni stato e grado del processo il giudice, sentiti il pubblico ministero e il difensore, pronuncia sentenza a norma dell'articolo 129.
2. La sentenza non impedisce l'esercizio dell'azione penale per il medesimo fatto e contro la medesima persona, qualora successivamente si accerti che la morte dell'imputato stata erroneamente dichiarata.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo IV - Imputato


Art. 446 - Richiesta di applicazione della pena e consenso.
1. Le parti possono formulare la richiesta prevista dall'articolo 444, comma 1, fino alla presentazione delle conclusioni di cui agli articoli 421, comma 3, e 422, comma 3, e fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado nel giudizio direttissimo. Se stato notificato il decreto di giudizio immediato, la richiesta formulata entro il termine e con le forme stabilite dall'articolo 458, comma 1.
2. La richiesta e il consenso nell'udienza sono formulati oralmente; negli altri casi sono formulati con atto scritto.
3. La volont dell'imputato espressa personalmente o a mezzo di procuratore speciale e la sottoscrizione autenticata nelle forme previste dall'articolo 583 comma 3.
4. Il consenso sulla richiesta pu essere dato entro i termini previsti dal comma 1, anche se in precedenza era stato negato.
5. Il giudice, se ritiene opportuno verificare la volontariet della richiesta o del consenso, dispone la comparizione dell'imputato.
6. Il pubblico ministero, in caso di dissenso, deve, enunciarne le ragioni.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo II - Applicazione della pena su richiesta delle parti


Art. 476 - Reati commessi in udienza.
1. Quando viene commesso un reato in udienza, il pubblico ministero procede a norma di legge, disponendo l'arresto dell'autore nei casi consentiti.
2. Non consentito l'arresto del testimone in udienza per reati concernenti il contenuto della deposizione.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 509 - Sospensione del dibattimento per esigenze istruttorie.
1. Nei casi previsti dagli articoli 495 comma 4, 506 e 507 il giudice, qualora non sia possibile provvedere nella medesima udienza, sospende il dibattimento per il tempo strettamente necessario, fissando la data della nuova udienza.
Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 282 - Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
1. Con il provvedimento che dispone l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, il giudice prescrive all'imputato di presentarsi a un determinato ufficio di polizia giudiziaria.
2. Il giudice fissa i giorni e le ore di presentazione tenendo conto dell'attivit lavorativa e del luogo di abitazione dell'imputato.

Codice di procedura penale - Libro 3 - Misure cautelari - Titolo I - Misure cautelari personali


Art. 541 - Condanna alle spese relative all'azione civile.
1. Con la sentenza che accoglie la domanda di restituzione o di risarcimento del danno, il giudice condanna l'imputato e il responsabile civile in solido al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile, salvo che ritenga di disporne, per giusti motivi, la compensazione totale o parziale.
2. Con la sentenza che rigetta la domanda indicata nel comma 1 o che assolve l'imputato per cause diverse dal difetto di imputabilit, il giudice, se ne fatta richiesta, condanna la parte civile alla rifusione delle spese processuali sostenute dall'imputato e dal responsabile civile per effetto dell'azione civile, sempre che non ricorrano giustificati motivi per la compensazione totale o parziale. Se vi colpa grave, pu inoltre condannarla al risarcimento dei danni causati all'imputato o al responsabile civile.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo III - Sentenza


Art. 71 - Sospensione del procedimento per incapacit dell'imputato.
1. Se, a seguito degli accertamenti previsti dall'articolo 70, risulta che lo stato mentale dell'imputato tale da impedirne la cosciente partecipazione al procedimento, il giudice dispone con ordinanza che questo sia sospeso, sempre che non debba essere pronunciata sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere.
2. Con l'ordinanza di sospensione il giudice nomina all'imputato un curatore speciale, designando di preferenza l'eventuale rappresentante legale.
3. Contro l'ordinanza possono ricorrere per cassazione il pubblico ministero, l'imputato e il suo difensore nonch il curatore speciale nominato all'imputato.
4. La sospensione non impedisce al giudice di assumere prove, alle condizioni e nei limiti stabiliti dall'articolo 70 comma 2. A tale assunzione il giudice procede anche a richiesta del curatore speciale, che in ogni caso ha facolt di assistere agli atti disposti sulla persona dell'imputato, nonch agli atti cui questi ha facolt di assistere.
5. Se la sospensione interviene nel corso delle indagini preliminari, si applicano le disposizioni previste dall'articolo 70 comma 3.
6. Nel caso di sospensione, non si applica la disposizione dell'articolo 75 comma 3.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo IV - Imputato


Art. 99 - Estensione al difensore dei diritti dell'imputato.
1. Al difensore competono le facolt e i diritti che la legge riconosce all'imputato, a meno che essi siano riservati personalmente a quest'ultimo.
2. L'imputato pu togliere effetto, con espressa dichiarazione contraria, all'atto compiuto dal difensore prima che, in relazione all'atto stesso, sia intervenuto un provvedimento del giudice.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo VII - Difensore


Art. 60 - Assunzione della qualit di imputato.
1. Assume la qualit di imputato la persona alla quale attribuito il reato nella richiesta di rinvio a giudizio, di giudizio immediato, di decreto penale di condanna, di applicazione della pena a norma dell'articolo 447 comma 1, nel decreto di citazione diretta a giudizio e nel giudizio direttissimo.
2. La qualit di imputato si conserva in ogni stato e grado del processo, sino a che non sia pi soggetta a impugnazione la sentenza di non luogo a procedere, sia divenuta irrevocabile la sentenza di proscioglimento o di condanna o sia divenuto esecutivo il decreto penale di condanna.
3. La qualit di imputato si riassume in caso di revoca della sentenza di non luogo a procedere e qualora sia disposta la revisione del processo.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo IV - Imputato


Art. 542 - Condanna del querelante alle spese e ai danni.
1. Nel caso di assoluzione perch il fatto non sussiste o perch l'imputato non lo ha commesso, quando si tratta di reato perseguibile a querela, si applicano le disposizioni dell'articolo 427 per ci che concerne la condanna del querelante al pagamento delle spese del procedimento anticipate dallo Stato nonch alla rifusione delle spese e al risarcimento del danno in favore dell'imputato e del responsabile civile.
2. L'avviso del deposito della sentenza notificato al querelante.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo III - Sentenza


Art. 284 - Arresti domiciliari.
1. Con il provvedimento che dispone gli arresti domiciliari, il giudice prescrive all'imputato di non allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora ovvero da un luogo pubblico di cura o di assistenza.
2. Quando necessario, il giudice impone limiti o divieti alla facolt dell'imputato di comunicare con persone diverse da quelle che con lui coabitano o che lo assistono.
3. Se l'imputato non pu altrimenti provvedere alle sue indispensabili esigenze di vita ovvero versa in situazione di assoluta indigenza, il giudice pu autorizzarlo ad assentarsi nel corso della giornata dal luogo di arresto per il tempo strettamente necessario per provvedere alle suddette esigenze ovvero per esercitare una attivit lavorativa.
4. Il pubblico ministero o la polizia giudiziaria, anche di propria iniziativa, possono controllare in ogni momento l'osservanza delle prescrizioni imposte all'imputato.
5. L'imputato agli arresti domiciliari si considera in stato di custodia cautelare.
5-bis. Non possono essere, comunque, concessi gli arresti domiciliari a chi sia stato condannato per il reato di evasione nei cinque anni precedenti al fatto per il quale si procede. A tale fine il giudice assume nelle forme pi rapide le relative notizie.

Codice di procedura penale - Libro 3 - Misure cautelari - Titolo I - Misure cautelari personali


Art. 470 - Disciplina dell'udienza.
1. La disciplina dell'udienza e la direzione del dibattimento sono esercitate dal presidente che decide senza formalit; in sua assenza la disciplina dell'udienza esercitata dal pubblico ministero.
2. Per l'esercizio delle funzioni indicate in questo capo, il presidente o il pubblico ministero si avvale, ove occorra, anche della forza pubblica, che d immediata esecuzione ai relativi provvedimenti.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 442 - Decisione.
1. Terminata la discussione, il giudice provvede a norma degli articoli 529 e seguenti.
1-bis. Ai fini della deliberazione il giudice utilizza gli atti contenuti nel fascicolo di cui all'articolo 416, comma 2, la documentazione di cui all'articolo 419, comma 3, e le prove assunte nell'udienza.
2. In caso di condanna, la pena che il giudice determina tenendo conto di tutte le circostanze diminuita di un terzo. Alla pena dell'ergastolo sostituita quella della reclusione di anni trenta. Alla pena dell'ergastolo con isolamento diurno, nei casi di concorso di reati e di reato continuato, sostituita quella dell'ergastolo.
3. La sentenza notificata all'imputato che non sia comparso.
4. Si applica la disposizione dell'articolo 426 comma 2.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo I - Giudizio abbreviato


Art. 481 - Contenuto del verbale.
1. Il verbale descrive le attivit svolte in udienza e riporta sinteticamente le richieste e le conclusioni del pubblico ministero e dei difensori.
2. I provvedimenti dati oralmente dal presidente sono riprodotti in modo integrale. I provvedimenti del giudice pubblicati in udienza mediante lettura sono allegati al verbale.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 502 - Esame a domicilio di testimoni, periti e consulenti tecnici.
1. In caso di assoluta impossibilit di un testimone, di un perito o di un consulente tecnico a comparire per legittimo impedimento, il giudice, a richiesta di parte, pu disporne l'esame nel luogo in cui si trova, dando comunicazione, a norma dell'articolo 477 comma 3, del giorno, dell'ora e del luogo dell'esame.
2. L'esame si svolge con le forme previste dagli articoli precedenti, esclusa la presenza del pubblico. L'imputato e le altre parti private sono rappresentati dai rispettivi difensori. Il giudice, quando ne fatta richiesta, ammette l'intervento personale dell'imputato interessato all'esame.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 328 - Giudice per le indagini preliminari.
1. Nei casi previsti dalla legge, sulle richieste del pubblico ministero, delle parti private e della persona offesa dal reato, provvede il giudice per le indagini preliminari.
1-bis. Quando si tratta di procedimenti per i delitti indicati nell'articolo 51 commi 3-bis e 3-quater , le funzioni di giudice per le indagini preliminari sono esercitate, salve specifiche disposizioni di legge, da un magistrato del tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente.
1-quater. Quando si tratta di procedimenti per i delitti indicati nellarticolo 51, comma 3-quinquies, le funzioni di giudice per le indagini preliminari e le funzioni di giudice per ludienza preliminare sono esercitate, salve specifiche disposizioni di legge, da un magistrato del tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo I - Disposizioni generali


Art. 484 - Costituzione delle parti.
1. Prima di dare inizio al dibattimento, il presidente controlla la regolare costituzione delle parti.
2. Qualora il difensore dell'imputato non sia presente, il presidente designa come sostituto altro difensore a norma dell'articolo 97 comma 4.
2-bis. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 420-bis, 420-ter, 420-quater e 420-quinquies.
[Art. 485.
Rinnovazione della citazione.
1. Il giudice dispone, anche di ufficio, che sia rinnovata la citazione a giudizio quando provato o appare probabile che l'imputato non ne abbia avuto effettiva conoscenza, sempre che il fatto non sia dovuto a sua colpa e fuori dei casi di notificazione mediante consegna al difensore a norma degli articoli 159, 161 comma 4 e 169.
2. La probabilit che l'imputato non abbia avuto conoscenza della citazione liberamente valutata dal giudice. Tale valutazione non pu formare oggetto di discussione successiva n motivo di impugnazione.]

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 545 - Pubblicazione della sentenza.
1. La sentenza pubblicata in udienza dal presidente o da un giudice del collegio mediante la lettura del dispositivo.
2. La lettura della motivazione redatta a norma dell'articolo 544 comma 1, segue quella del dispositivo e pu essere sostituita con un'esposizione riassuntiva.
3. La pubblicazione prevista dal comma 2 equivale a notificazione della sentenza per le parti che sono o devono considerarsi presenti all'udienza.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo III - Sentenza


Art. 615 - Deliberazione e pubblicazione.
1. La corte di cassazione delibera la sentenza in camera di consiglio subito dopo terminata la pubblica udienza salvo che, per la molteplicit o per l'importanza delle questioni da decidere, il presidente ritenga indispensabile differire la deliberazione ad altra udienza prossima. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 527 e 546.
2. Se non provvede a norma degli articoli 620, 622 e 623, la corte dichiara inammissibile o rigetta il ricorso.
3. La sentenza pubblicata in udienza subito dopo la deliberazione, mediante lettura del dispositivo fatta dal presidente o da un consigliere da lui delegato.
4. Prima della lettura, il dispositivo sottoscritto dal presidente.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo III - Ricorso per cassazione


Art. 429 - Decreto che dispone il giudizio.
1. Il decreto che dispone il giudizio contiene:
a) le generalit dell'imputato e le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonch le generalit delle altre parti private, con l'indicazione dei difensori;
b) l'indicazione della persona offesa dal reato qualora risulti identificata;
c) l'enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare l'applicazione di misure di sicurezza, con l'indicazione dei relativi articoli di legge;
d) l'indicazione sommaria delle fonti di prova e dei fatti cui esse si riferiscono;
e) il dispositivo, con l'indicazione del giudice competente per il giudizio;
f) l'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora della comparizione, con l'avvertimento all'imputato che non comparendo sar giudicato in contumacia;
g) la data e la sottoscrizione del giudice e dell'ausiliario che l'assiste.
2. Il decreto nullo se l'imputato non identificato in modo certo ovvero se manca o insufficiente l'indicazione di uno dei requisiti previsti dal comma 1 lettere c) e f).
3. Tra la data del decreto e la data fissata per il giudizio deve intercorrere un termine non inferiore a venti giorni.
3-bis. Qualora si proceda per il reato di cui all'articolo 589, secondo comma, del codice penale, il termine di cui al comma 3 non pu essere superiore a sessanta giorni.
4. Il decreto notificato all'imputato contumace nonch all'imputato e alla persona offesa comunque non presenti alla lettura del provvedimento di cui al comma 1 dell'articolo 424 almeno venti giorni prima della data fissata per il giudizio.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 166 - Notificazioni all'imputato interdetto o infermo di mente.
1. Se l'imputato interdetto, le notificazioni si eseguono a norma degli articoli precedenti e presso il tutore; se l'imputato si trova nelle condizioni previste dall'articolo 71 comma 1, le notificazioni si eseguono a norma degli articoli precedenti e presso il curatore speciale.
Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo V - Notificazioni


Art. 427 - Condanna del querelante alle spese e ai danni.
1. Quando si tratta di reato per il quale si procede a querela della persona offesa, con la sentenza di non luogo a procedere perch il fatto non sussiste o l'imputato non lo ha commesso il giudice condanna il querelante al pagamento delle spese del procedimento anticipate dallo Stato.
2. Nei casi previsti dal comma 1, il giudice, quando ne fatta domanda, condanna inoltre il querelante alla rifusione delle spese sostenute dall'imputato e, se il querelante si costituito parte civile, anche di quelle sostenute dal responsabile civile citato o intervenuto. Quando ricorrono giusti motivi, le spese possono essere compensate in tutto o in parte.
3. Se vi colpa grave, il giudice pu condannare il querelante a risarcire i danni all'imputato e al responsabile civile che ne abbiano fatto domanda.
4. Contro il capo della sentenza di non luogo a procedere che decide sulle spese e sui danni possono proporre impugnazione, a norma dell'articolo 428, il querelante, l'imputato e il responsabile civile.
5. Se il reato estinto per remissione della querela, si applica la disposizione dell'articolo 340 comma 4.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 601 - Atti preliminari al giudizio.
1. Fuori dei casi previsti dall'articolo 591, il presidente ordina senza ritardo la citazione dell'imputato appellante; ordina altres la citazione dell'imputato non appellante se vi appello del pubblico ministero, se ricorre alcuno dei casi previsti dall'articolo 587 o se l'appello proposto per i soli interessi civili.
2. Quando si procede in camera di consiglio a norma dell'articolo 599, ne fatta menzione nel decreto di citazione.
3. Il decreto di citazione per il giudizio di appello contiene i requisiti previsti dall'articolo 429 comma 1 lettere a), f), g) nonch l'indicazione del giudice competente. Il termine per comparire non pu essere inferiore a venti giorni.
4. E' ordinata in ogni caso la citazione del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria e della parte civile; questa citata anche quando ha appellato il solo imputato contro una sentenza di proscioglimento.
5. Almeno venti giorni prima della data fissata per il giudizio di appello, notificato avviso ai difensori.
6. Il decreto di citazione nullo se l'imputato non identificato in modo certo ovvero se manca o insufficiente l'indicazione di uno dei requisiti previsti dall'articolo 429 comma 1 lettera f).

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo II - Appello


Art. 489 - Dichiarazioni del contumace.
1. L'imputato gi contumace che prova di non avere avuto conoscenza del procedimento a suo carico, pu chiedere di rendere le dichiarazioni previste dall'articolo 494. Nel corso del giudizio di cassazione le dichiarazioni sono rese al giudice per le indagini preliminari presso il tribunale del luogo in cui l'imputato si trova.
2. L'imputato nella richiesta prevista dal comma 1 pu nominare un difensore al quale deve essere dato tempestivo avviso del giorno e del luogo fissato per l'audizione; in mancanza, il giudice designa un difensore di ufficio. Se l'imputato si trova in stato di custodia cautelare, le dichiarazioni devono essere assunte entro un termine non superiore a quindici giorni da quello in cui pervenuta la richiesta.
3. La disposizione del comma 1 si applica anche nei confronti del condannato nel corso del giudizio di revisione o nella fase dell'esecuzione. In tal caso le dichiarazioni sono assunte nelle forme previste dal comma 2 dal magistrato di sorveglianza del luogo in cui il condannato si trova.
4. Il verbale delle dichiarazioni rese dall'imputato o dal condannato trasmesso senza ritardo alla corte di cassazione o alla corte di appello davanti alla quale pende il giudizio di revisione. Se le dichiarazioni sono state rese dal condannato e non pende giudizio di revisione, il relativo verbale trasmesso al magistrato di sorveglianza competente a norma dell'articolo 677.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 240 - Documenti anonimi ed atti relativi ad intercettazioni illegali.
1. I documenti che contengono dichiarazioni anonime non possono essere acquisiti n in alcun modo utilizzati, salvo che costituiscano corpo del reato o provengano comunque dall'imputato.
2. Il pubblico ministero dispone l'immediata secretazione e la custodia in luogo protetto dei documenti, dei supporti e degli atti concernenti dati e contenuti di conversazioni o comunicazioni, relativi a traffico telefonico e telematico, illegalmente formati o acquisiti. Allo stesso modo provvede per i documenti formati attraverso la raccolta illegale di informazioni. Di essi vietato effettuare copia in qualunque forma e in qualunque fase del procedimento ed il loro contenuto non pu essere utilizzato.
3. Il pubblico ministero, acquisiti i documenti, i supporti e gli atti di cui al comma 2, entro quarantotto ore, chiede al giudice per le indagini preliminari di disporne la distruzione.
4. Il giudice per le indagini preliminari entro le successive quarantotto ore fissa l'udienza da tenersi entro dieci giorni, ai sensi dell'articolo 127, dando avviso a tutte le parti interessate, che potranno nominare un difensore di fiducia, almeno tre giorni prima della data dell'udienza.
5. Sentite le parti comparse, il giudice per le indagini preliminari legge il provvedimento in udienza e, nel caso ritenga sussistenti i presupposti di cui al comma 2, dispone la distruzione dei documenti, dei supporti e degli atti di cui al medesimo comma 2 e vi d esecuzione subito dopo alla presenza del pubblico ministero e dei difensori delle parti.
6. Delle operazioni di distruzione redatto apposito verbale, nel quale si d atto dell'avvenuta intercettazione o detenzione o acquisizione illecita dei documenti, dei supporti e degli atti di cui al comma 2 nonch delle modalit e dei mezzi usati oltre che dei soggetti interessati, senza alcun riferimento al contenuto degli stessi documenti, supporti e atti.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo II - Mezzi di prova


Art. 552 - Decreto di citazione a giudizio.
1. Il decreto di citazione a giudizio contiene:
a) le generalit dell'imputato o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonch le generalit delle altre parti private, con l'indicazione dei difensori;
b) l'indicazione della persona offesa, qualora risulti identificata;
c) l'enunciazione del fatto, in forma chiara e precisa, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare l'applicazione di misure di sicurezza, con l'indicazione dei relativi articoli di legge;
d) l'indicazione del giudice competente per il giudizio nonch del luogo, del giorno e dell'ora della comparizione, con l'avvertimento all'imputato che non comparendo sar giudicato in contumacia;
e) l'avviso che l'imputato ha facolt di nominare un difensore di fiducia e che, in mancanza, sar assistito dal difensore di ufficio;
f) l'avviso che, qualora ne ricorrano i presupposti, l'imputato, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, pu presentare le richieste previste dagli articoli 438 e 444 ovvero presentare domanda di oblazione;
g) l'avviso che il fascicolo relativo alle indagini preliminari depositato nella segreteria del pubblico ministero e che le parti e i loro difensori hanno facolt di prenderne visione e di estrarne copia;
h) la data e la sottoscrizione del pubblico ministero e dell'ausiliario che lo assiste.
1-bis. Qualora si proceda per taluni dei reati previsti dall'articolo 590, terzo comma, del codice penale, il decreto di citazione a giudizio deve essere emesso entro trenta giorni dalla chiusura delle indagini preliminari.
1-ter. Qualora si proceda per taluni dei reati previsti dall'articolo 590, terzo comma, del codice penale, la data di comparizione di cui al comma 1, lettera d), fissata non oltre novanta giorni dalla emissione del decreto.
2. Il decreto nullo se l'imputato non identificato in modo certo ovvero se manca o insufficiente l'indicazione di uno dei requisiti previsti dalle lettere c), d), e) ed f) del comma 1. Il decreto altres nullo se non preceduto dall'avviso previsto dall'articolo 415-bis, nonch dall'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio ai sensi dell'articolo 375, comma 3, qualora la persona sottoposta alle indagini lo abbia richiesto entro il termine di cui al comma 3 del medesimo articolo 415-bis.
3. Il decreto di citazione notificato all'imputato, al suo difensore e alla parte offesa almeno sessanta giorni prima della data fissata per l'udienza di comparizione. Nei casi di urgenza, di cui deve essere data motivazione, il termine ridotto a quarantacinque giorni.
4. Il decreto di citazione depositato dal pubblico ministero nella segreteria unitamente al fascicolo contenente la documentazione, gli atti e le cose indicati nell'articolo 416, comma 2.

Codice di procedura penale - Libro 7 - Procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica - Titolo II - Citazione diretta a giudizio


Art. 82 - Revoca della costituzione di parte civile.
1. La costituzione di parte civile pu essere revocata in ogni stato e grado del procedimento con dichiarazione fatta personalmente dalla parte o da un suo procuratore speciale in udienza ovvero con atto scritto depositato nella cancelleria del giudice e notificato alle altre parti.
2. La costituzione si intende revocata se la parte civile non presenta le conclusioni a norma dell'articolo 523 ovvero se promuove l'azione davanti al giudice civile.
3. Avvenuta la revoca della costituzione a norma dei commi 1 e 2, il giudice penale non pu conoscere delle spese e dei danni che l'intervento della parte civile ha cagionato all'imputato e al responsabile civile. L'azione relativa pu essere proposta davanti al giudice civile.
4. La revoca non preclude il successivo esercizio dell'azione in sede civile.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo V - Parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria


 

 
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