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174 articoli trovati per arresto in flagranza di reato per un minore � obbligatorio
Art. 383 - Facolt di arresto da parte dei privati.
1. Nei casi previsti dall'articolo 380 ogni persona autorizzata a procedere all'arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili di ufficio.
2. La persona che ha eseguito l'arresto deve senza ritardo consegnare l'arrestato e le cose costituenti il corpo del reato alla polizia giudiziaria la quale redige il verbale della consegna e ne rilascia copia.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VI - Arresto in flagranza e fermo


Art. 382 - Stato di flagranza.
1. E' in stato di flagranza chi viene colto nell'atto di commettere il reato ovvero chi, subito dopo il reato, inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.
2. Nel reato permanente lo stato di flagranza dura fino a quando non cessata la permanenza.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VI - Arresto in flagranza e fermo


Art. 449 - Casi e modi del giudizio direttissimo.
1. Quando una persona stata arrestata in flagranza di un reato, il pubblico ministero, se ritiene di dover procedere, pu presentare direttamente l'imputato in stato di arresto davanti al giudice del dibattimento, per la convalida e il contestuale giudizio, entro quarantotto ore dall'arresto. Si applicano al giudizio di convalida le disposizioni dell'articolo 391, in quanto compatibili.
2. Se l'arresto non convalidato, il giudice restituisce gli atti al pubblico ministero. Il giudice procede tuttavia a giudizio direttissimo quando l'imputato e il pubblico ministero vi consentono.
3. Se l'arresto convalidato, si procede immediatamente al giudizio.
4. Il pubblico ministero, quando l'arresto in flagranza gi stato convalidato, procede al giudizio direttissimo presentando l'imputato in udienza non oltre il trentesimo giorno dall'arresto, salvo che ci pregiudichi gravemente le indagini.
5. Il pubblico ministero procede inoltre al giudizio direttissimo, salvo che ci pregiudichi gravemente le indagini, nei confronti della persona che nel corso dell'interrogatorio ha reso confessione. L'imputato libero citato a comparire a una udienza non successiva al trentesimo giorno dalla iscrizione nel registro delle notizie di reato. L'imputato in stato di custodia cautelare per il fatto per cui si procede presentato all'udienza entro il medesimo termine.
6. Quando il reato per cui richiesto il giudizio direttissimo risulta connesso con altri reati per i quali mancano le condizioni che giustificano la scelta di tale rito, si procede separatamente per gli altri reati e nei confronti degli altri imputati, salvo che ci pregiudichi gravemente le indagini. Se la riunione risulta indispensabile, prevale in ogni caso il rito ordinario.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo III - Giudizio direttissimo


Art. 270 - Utilizzazione in altri procedimenti.
1. I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali sono stati disposti, salvo che risultino indispensabili per l'accertamento di delitti per i quali obbligatorio l'arresto in flagranza.
2. Ai fini della utilizzazione prevista dal comma 1, i verbali e le registrazioni delle intercettazioni sono depositati presso l'autorit competente per il diverso procedimento. Si applicano le disposizioni dell'articolo 268 commi 6, 7 e 8.
3. Il pubblico ministero e i difensori delle parti hanno altres facolt di esaminare i verbali e le registrazioni in precedenza depositati nel procedimento in cui le intercettazioni furono autorizzate.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo III - Mezzi di ricerca della prova


Art. 118 - Richiesta di copie di atti e di informazioni da parte del ministro dell'interno.
1. Il ministro dell'interno, direttamente o a mezzo di un ufficiale di polizia giudiziaria o del personale della Direzione investigativa antimafia appositamente delegato, pu ottenere dall'autorit giudiziaria competente, anche in deroga al divieto stabilito dall'articolo 329, copie di atti di procedimenti penali e informazioni scritte sul loro contenuto, ritenute indispensabili per la prevenzione dei delitti per i quali obbligatorio l'arresto in flagranza . L'autorit giudiziaria pu trasmettere le copie e le informazioni anche di propria iniziativa.
1-bis. Ai medesimi fini l'autorit giudiziaria pu autorizzare i soggetti indicati nel comma 1 all'accesso diretto al registro previsto dall'articolo 335, anche se tenuto in forma automatizzata.
2. L'autorit giudiziaria provvede senza ritardo e pu rigettare la richiesta con decreto motivato.
3. Le copie e le informazioni acquisite a norma del comma 1 sono coperte dal segreto di ufficio.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo I - Disposizioni generali


Art. 476 - Reati commessi in udienza.
1. Quando viene commesso un reato in udienza, il pubblico ministero procede a norma di legge, disponendo l'arresto dell'autore nei casi consentiti.
2. Non consentito l'arresto del testimone in udienza per reati concernenti il contenuto della deposizione.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 716 - Arresto da parte della polizia giudiziaria.
1. Nei casi di urgenza, la polizia giudiziaria pu procedere all'arresto della persona nei confronti della quale sia stata presentata domanda di arresto provvisorio se ricorrono le condizioni previste dall'articolo 715 comma 2. Essa provvede altres al sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato.
2. L'autorit che ha proceduto all'arresto ne informa immediatamente il ministro di grazia e giustizia e al pi presto, e comunque non oltre quarantotto ore, pone l'arrestato a disposizione del presidente della corte di appello nel cui distretto l'arresto avvenuto, mediante la trasmissione del relativo verbale.
3. Quando non deve disporre la liberazione dell'arrestato, il presidente della corte di appello, entro novantasei ore dall'arresto, lo convalida con ordinanza disponendo l'applicazione di una misura coercitiva. Dei provvedimenti dati informa immediatamente il ministro di grazia e giustizia.
4. La misura coercitiva revocata se il ministro di grazia e giustizia non ne chiede il mantenimento entro dieci giorni dalla convalida.
5. Si applicano le disposizioni dell'articolo 715 commi 5 e 6.

Codice di procedura penale - Libro 9 - Rapporti giurisdizionali con autorita' straniere - Titolo II - Estradizione


Art. 104 - Colloqui del difensore con l'imputato in custodia cautelare.
1. L'imputato in stato di custodia cautelare ha diritto di conferire con il difensore fin dall'inizio dell'esecuzione della misura.
2. La persona arrestata in flagranza o fermata a norma dell'articolo 384 ha diritto di conferire con il difensore subito dopo l'arresto o il fermo.
3. Nel corso delle indagini preliminari, quando sussistono specifiche ed eccezionali ragioni di cautela, il giudice su richiesta del pubblico ministero pu, con decreto motivato, dilazionare, per un tempo non superiore a cinque giorni, l'esercizio del diritto di conferire con il difensore.
4. Nell'ipotesi di arresto o di fermo, il potere previsto dal comma 3 esercitato dal pubblico ministero fino al momento in cui l'arrestato o il fermato posto a disposizione del giudice.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo VII - Difensore


Art. 372 - Avocazione delle indagini.
1. Il procuratore generale presso la corte di appello dispone con decreto motivato, e assunte, quando occorre, le necessarie informazioni, l'avocazione delle indagini preliminari quando:
a) in conseguenza dell'astensione o della incompatibilit del magistrato designato non possibile provvedere alla sua tempestiva sostituzione;
b) il capo dell'ufficio del pubblico ministero ha omesso di provvedere alla tempestiva sostituzione del magistrato designato per le indagini nei casi previsti dall'articolo 36 comma 1 lettere a), b), d), e).
1-bis. Il procuratore generale presso la corte di appello, assunte le necessarie informazioni, dispone altres con decreto motivato l'avocazione delle indagini preliminari relative ai delitti previsti dagli articoli 270-bis, 280, 285, 286, 289-bis, 305, 306, 416 nei casi in cui obbligatorio l'arresto in flagranza e 422 del codice penale quando, trattandosi di indagini collegate, non risulta effettivo il coordinamento delle indagini previste dall'articolo 371 comma 1 e non hanno dato esito le riunioni per il coordinamento disposte o promosse dal procuratore generale anche d'intesa con altri procuratori generali interessati.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo V - Attivit del pubblico ministero


Art. 381 - Arresto facoltativo in flagranza.
1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno facolt di arrestare chiunque colto in flagranza di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni ovvero di un delitto colposo per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni.
2. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno altres facolt di arrestare chiunque colto in flagranza di uno dei seguenti delitti:
a) peculato mediante profitto dell'errore altrui previsto dall'articolo 316 del codice penale;
b) corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio prevista dagli articoli 319 comma 4 e 321 del codice penale;
c) violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall'articolo 336 comma 2 del codice penale;
d) commercio e somministrazione di medicinali guasti e di sostanze alimentari nocive previsti dagli articoli 443 e 444 del codice penale;
e) corruzione di minorenni prevista dall'articolo 530 del codice penale;
f) lesione personale prevista dall'articolo 582 del codice penale;
f-bis) violazione di domicilio prevista dallart. 614, primo e secondo comma, del codice penale;
g) furto previsto dall'articolo 624 del codice penale;
h) danneggiamento aggravato a norma dell'articolo 635 comma 2 del codice penale;
i) truffa prevista dall'articolo 640 del codice penale;
l) appropriazione indebita prevista dall'articolo 646 del codice penale;
l-bis) offerta, cessione o detenzione di materiale pornografico previste dagli articoli 600-ter, quarto comma, e 600-quater del codice penale, anche se relative al materiale pornografico di cui all'articolo 600-quater.1 del medesimo codice;
m) alterazione di armi e fabbricazione di esplosivi non riconosciuti previste dagli articoli 3 e 24 comma 1 della legge 18 aprile 1975, n. 110;
m-bis) fabbricazione, detenzione o uso di documento di identificazione falso previsti dall'articolo 497-bis del codice penale.
m-ter) falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identit o su qualit personali proprie o di altri, prevista dallarticolo 495 del codice penale;
m-quater) fraudolente alterazioni per impedire lidentificazione o laccertamento di qualit personali, previste dallarticolo 495-ter del codice penale.
3. Se si tratta di delitto perseguibile a querela, l'arresto in flagranza pu essere eseguito se la querela viene proposta, anche con dichiarazione resa oralmente all'ufficiale o all'agente di polizia giudiziaria presente nel luogo. Se l'avente diritto dichiara di rimettere la querela, l'arrestato posto immediatamente in libert.
4. Nelle ipotesi previste dal presente articolo si procede all'arresto in flagranza soltanto se la misura giustificata dalla gravit del fatto ovvero dalla pericolosit del soggetto desunta dalla sua personalit o dalle circostanze del fatto.
4-bis. Non consentito l'arresto della persona richiesta di fornire informazioni dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero per reati concernenti il contenuto delle informazioni o il rifiuto di fornirle.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VI - Arresto in flagranza e fermo


Art. 10 - Competenza per reati commessi all'estero.
1. Se il reato stato commesso interamente all'estero, la competenza determinata successivamente dal luogo della residenza, della dimora, del domicilio, dell'arresto o della consegna dell'imputato. Nel caso di pluralit di imputati, procede il giudice competente per il maggior numero di essi.
2. Se non possibile determinare nei modi indicati nel comma 1 la competenza, questa appartiene al giudice del luogo in cui ha sede l'ufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nel registro previsto dall'articolo 335.
3. Se il reato stato commesso in parte all'estero, la competenza determinata a norma degli articoli 8 e 9.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 352 - Perquisizioni.
1. Nella flagranza del reato o nel caso di evasione, gli ufficiali di polizia giudiziaria procedono a perquisizione personale o locale quando hanno fondato motivo di ritenere che sulla persona si trovino occultate cose o tracce pertinenti al reato che possono essere cancellate o disperse ovvero che tali cose o tracce si trovino in un determinato luogo o che ivi si trovi la persona sottoposta alle indagini o l'evaso.
1-bis. Nella flagranza del reato, ovvero nei casi di cui al comma 2 quando sussistono i presupposti e le altre condizioni ivi previsti, gli ufficiali di polizia giudiziaria, adottando misure tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e ad impedirne lalterazione, procedono altres alla perquisizione di sistemi informatici o telematici, ancorche protetti da misure di sicurezza, quando hanno fondato motivo di ritenere che in questi si trovino occultati dati, informazioni, programmi informatici o tracce comunque pertinenti al reato che possono essere cancellati o dispersi.
2. Quando si deve procedere alla esecuzione di un'ordinanza che dispone la custodia cautelare o di un ordine che dispone la carcerazione nei confronti di persona imputata o condannata per uno dei delitti previsti dall'articolo 380 ovvero al fermo di una persona indiziata di delitto, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono altres procedere a perquisizione personale o locale se ricorrono i presupposti indicati nel comma 1 e sussistono particolari motivi di urgenza che non consentono la emissione di un tempestivo decreto di perquisizione.
3. La perquisizione domiciliare pu essere eseguita anche fuori dei limiti temporali dell'articolo 251 quando il ritardo potrebbe pregiudicarne l'esito.
4. La polizia giudiziaria trasmette senza ritardo, e comunque non oltre le quarantotto ore, al pubblico ministero del luogo dove la perquisizione stata eseguita il verbale delle operazioni compiute. Il pubblico ministero, se ne ricorrono i presupposti, nelle quarantotto ore successive, convalida la perquisizione.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IV - Attivit a iniziativa della polizia giudiziaria


Art. 498 - Esame diretto e controesame dei testimoni.
1. Le domande sono rivolte direttamente dal pubblico ministero o dal difensore che ha chiesto l'esame del testimone.
2. Successivamente altre domande possono essere rivolte dalle parti che non hanno chiesto l'esame, secondo l'ordine indicato nell'articolo 496.
3. Chi ha chiesto l'esame pu proporre nuove domande.
4. L'esame testimoniale del minorenne condotto dal presidente su domande e contestazioni proposte dalle parti. Nell'esame il presidente pu avvalersi dell'ausilio di un familiare del minore o di un esperto in psicologia infantile. Il presidente, sentite le parti, se ritiene che l'esame diretto del minore non possa nuocere alla serenit del teste, dispone con ordinanza che la deposizione prosegua nelle forme previste dai commi precedenti. L'ordinanza pu essere revocata nel corso dell'esame.
4-bis. Si applicano, se una parte lo richiede ovvero se il presidente lo ritiene necessario, le modalit di cui all'articolo 398, comma 5-bis.
4-ter. Quando si procede per i reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies, 601, 602, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-octies e 612-bis del codice penale, l'esame del minore vittima del reato ovvero del maggiorenne infermo di mente vittima del reato viene effettuato, su richiesta sua o del suo difensore, mediante l'uso di un vetro specchio unitamente ad un impianto citofonico.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 389 - Casi di immediata liberazione dell'arrestato o del fermato.
1. Se risulta evidente che l'arresto o il fermo stato eseguito per errore di persona o fuori dei casi previsti dalla legge o se la misura dell'arresto o del fermo divenuta inefficace a norma degli articoli 386 comma 7 e 390 comma 3, il pubblico ministero dispone con decreto motivato che l'arrestato o il fermato sia posto immediatamente in libert.
2. La liberazione altres disposta prima dell'intervento del pubblico ministero dallo stesso ufficiale di polizia giudiziaria, che ne informa subito il pubblico ministero del luogo dove l'arresto o il fermo stato eseguito.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VI - Arresto in flagranza e fermo


Art. 407 - Termini di durata massima delle indagini preliminari.
1. Salvo quanto previsto all'articolo 393 comma 4, la durata delle indagini preliminari non pu comunque superare diciotto mesi.
2. La durata massima tuttavia di due anni se le indagini preliminari riguardano:
a) i delitti appresso indicati:
1) delitti di cui agli articoli 285, 286, 416-bis e 422 del codice penale, 291-ter, limitatamente alle ipotesi aggravate previste dalle lettere a), d) ed e) del comma 2, e 291-quater, comma 4, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43;
2) delitti consumati o tentati di cui agli articoli 575, 628, terzo comma, 629, secondo comma, e 630 dello stesso codice penale;
3) delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'articolo 416-bis del codice penale ovvero al fine di agevolare l'attivit delle associazioni previste dallo stesso articolo;
4) delitti commessi per finalit di terrorismo o di eversione dell'ordinamento costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni, nonch delitti di cui agli articoli 270, terzo comma e 306, secondo comma, del codice penale;
5) delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonch di pi armi comuni da sparo escluse quelle previste dall'articolo 2, comma terzo, della legge 18 aprile 1975, n. 110;
6) delitti di cui agli articoli 73, limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell'articolo 80, comma 2, e 74 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni;
7) delitto di cui all'articolo 416 del codice penale nei casi in cui obbligatorio l'arresto in flagranza;
7-bis) dei delitti previsto dagli articoli 600, 600-bis, comma 1, 600-ter, comma 1, 601, 602, 609-bis nelle ipotesi aggravate previste dall'articolo 609-ter, 609-quater, 609-octies del codice penale, nonch dei delitti previsti dallart. 12,comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni.
b) notizie di reato che rendono particolarmente complesse le investigazioni per la molteplicit di fatti tra loro collegati ovvero per l'elevato numero di persone sottoposte alle indagini o di persone offese;
c) indagini che richiedono il compimento di atti all'estero;
d) procedimenti in cui indispensabile mantenere il collegamento tra pi uffici del pubblico ministero a norma dell'articolo 371.
3. Salvo quanto previsto dall'articolo 415-bis, qualora il pubblico ministero non abbia esercitato l'azione penale o richiesto l'archiviazione nel termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice, gli atti di indagine compiuti dopo la scadenza del termine non possono essere utilizzati.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VIII - Chiusura delle indagini preliminari


Art. 247 - Casi e forme delle perquisizioni.
1. Quando vi fondato motivo di ritenere che taluno occulti sulla persona il corpo del reato o cose pertinenti al reato, disposta perquisizione personale. Quando vi fondato motivo di ritenere che tali cose si trovino in un determinato luogo ovvero che in esso possa eseguirsi l'arresto dell'imputato o dell'evaso, disposta perquisizione locale.
1-bis. Quando vi fondato motivo di ritenere che dati, informazioni, programmi informatici o tracce comunque pertinenti al reato si trovino in un sistema informatico o telematico, ancorch protetto da misure di sicurezza, ne disposta la perquisizione, adottando misure tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e ad impedirne lalterazione.
2. La perquisizione disposta con decreto motivato.
3. L'autorit giudiziaria pu procedere personalmente ovvero disporre che l'atto sia compiuto da ufficiali di polizia giudiziaria delegati con lo stesso decreto.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo III - Mezzi di ricerca della prova


Art. 90 - Diritti e facolt della persona offesa dal reato.
1. La persona offesa dal reato, oltre ad esercitare i diritti e le facolt ad essa espressamente riconosciuti dalla legge, in ogni stato e grado del procedimento pu presentare memorie e, con esclusione del giudizio di cassazione, indicare elementi di prova.
2. La persona offesa minore, interdetta per infermit di mente o inabilitata esercita le facolt e i diritti a essa attribuiti a mezzo dei soggetti indicati negli articoli 120 e 121 del codice penale.
3. Qualora la persona offesa sia deceduta in conseguenza del reato, le facolt e i diritti previsti dalla legge sono esercitati dai prossimi congiunti di essa.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo VI - Persona offesa dal reato


Art. 390 - Richiesta di convalida dell'arresto o del fermo.
1. Entro quarantotto ore dall'arresto o dal fermo il pubblico ministero, qualora non debba ordinare la immediata liberazione dell'arrestato o del fermato , richiede la convalida al giudice per le indagini preliminari competente in relazione al luogo dove l'arresto o il fermo stato eseguito.
2. Il giudice fissa l'udienza di convalida al pi presto e comunque entro le quarantotto ore successive dandone avviso, senza ritardo, al pubblico ministero e al difensore.
3. L'arresto o il fermo diviene inefficace se il pubblico ministero non osserva le prescrizioni del comma 1.
3-bis. Se non ritiene di comparire, il pubblico ministero trasmette al giudice, per l'udienza di convalida, le richieste in ordine alla libert personale con gli elementi su cui le stesse si fondano.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VI - Arresto in flagranza e fermo


Art. 380 - Arresto obbligatorio in flagranza.
1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all'arresto di chiunque colto in flagranza di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni.
2. Anche fuori dei casi previsti dal comma 1, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all'arresto di chiunque colto in flagranza di uno dei seguenti delitti non colposi, consumati o tentati:
a) delitti contro la personalit dello Stato previsti nel titolo I del libro II del codice penale per i quali stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni;
b) delitto di devastazione e saccheggio previsto dall'articolo 419 del codice penale;
c) delitti contro l'incolumit pubblica previsti nel titolo VI del libro II del codice penale per i quali stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a tre anni o nel massimo a dieci anni;
d) delitto di riduzione in schiavit previsto dall'articolo 600, delitto di prostituzione minorile previsto dall'articolo 600-bis, primo comma, delitto di pornografia minorile previsto dall'articolo 600-ter, commi primo e secondo, anche se relativo al materiale pornografico di cui all'articolo 600-quater.1, e delitto di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile previsto dall'articolo 600-quinquies del codice penale;
d-bis) delitto di violenza sessuale previsto dall'articolo 609-bis, escluso il caso previsto dal terzo comma, e delitto di violenza sessuale di gruppo previsto dall'articolo 609-octies del codice penale;
e) delitto di furto, quando ricorre la circostanza aggravante prevista dall'articolo 4 della legge 8 agosto 1977, n. 533 quella prevista dall'articolo 625, primo comma, numero 2), prima ipotesi, del codice penale, salvo che, in quest'ultimo caso, ricorra la circostanza attenuante di cui all'articolo 62, primo comma, numero 4), del codice penale;
e-bis) delitti di furto previsti dall'articolo 624-bis del codice penale, salvo che ricorra la circostanza attenuante di cui all'articolo 62, primo comma, numero 4), del codice penale;
f) delitto di rapina previsto dall'articolo 628 del codice penale e di estorsione previsto dall'articolo 629 del codice penale;
g) delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonch di pi armi comuni da sparo escluse quelle previste dall'articolo 2, comma terzo, della legge 18 aprile 1975, n. 110;
h) delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope puniti a norma dell'art. 73 del testo unico approvato con D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, salvo che ricorra la circostanza prevista dal comma 5 del medesimo articolo;
i) delitti commessi per finalit di terrorismo o di eversione dell'ordine costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a quattro anni o nel massimo a dieci anni;
l) delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle associazioni segrete previste dall'articolo 1 della legge 25 gennaio 1982, n. 17 , delle associazioni di carattere militare previste dall'articolo 1 della legge 17 aprile 1956, n. 561, delle associazioni, dei movimenti o dei gruppi previsti dagli articoli 1 e 2, della legge 20 giugno 1952, n. 645, delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all'art. 3, comma 3, della L. 13 ottobre 1975, n. 654;
l-bis) delitti di partecipazione, promozione, direzione e organizzazione della associazione di tipo mafioso prevista dall'articolo 416-bis del codice penale;
m) delitti di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della associazione per delinquere prevista dall'articolo 416 commi 1 e 3 del codice penale, se l'associazione diretta alla commissione di pi delitti fra quelli previsti dal comma 1 o dalle lettere a), b), c), d), f), g), i) del presente comma.
3. Se si tratta di delitto perseguibile a querela, l'arresto in flagranza eseguito se la querela viene proposta, anche con dichiarazione resa oralmente all'ufficiale o all'agente di polizia giudiziaria presente nel luogo. Se l'avente diritto dichiara di rimettere la querela, l'arrestato posto immediatamente in libert.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VI - Arresto in flagranza e fermo


Art. 129 - Obbligo della immediata declaratoria di determinate cause di non punibilit.
1. In ogni stato e grado del processo, il giudice, il quale riconosce che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato o non previsto dalla legge come reato ovvero che il reato estinto o che manca una condizione di procedibilit, lo dichiara di ufficio con sentenza.
2. Quando ricorre una causa di estinzione del reato ma dagli atti risulta evidente che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato o non previsto dalla legge come reato, il giudice pronuncia sentenza di assoluzione o di non luogo a procedere con la formula prescritta.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo II - Atti e provvedimenti del giudice


Art. 386 - Doveri della polizia giudiziaria in caso di arresto o di fermo.
1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l'arresto o il fermo o hanno avuto in consegna l'arrestato, ne danno immediata notizia al pubblico ministero del luogo dove l'arresto o il fermo stato eseguito. Avvertono inoltre l'arrestato o il fermato della facolt di nominare un difensore di fiducia.
2. Dell'avvenuto arresto o fermo gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria informano immediatamente il difensore di fiducia eventualmente nominato ovvero quello di ufficio designato dal pubblico ministero a norma dell'articolo 97.
3. Qualora non ricorra l'ipotesi prevista dall'articolo 389 comma 2, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria pongono l'arrestato o il fermato a disposizione del pubblico ministero al pi presto e comunque non oltre ventiquattro ore dall'arresto o dal fermo. Entro il medesimo termine trasmettono il relativo verbale, salvo che il pubblico ministero autorizzi una dilazione maggiore. Il verbale contiene l'eventuale nomina del difensore di fiducia, l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo in cui l'arresto o il fermo stato eseguito e l'enunciazione delle ragioni che lo hanno determinato.
4. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria pongono l'arrestato o il fermato a disposizione del pubblico ministero mediante la conduzione nella casa circondariale o mandamentale del luogo dove l'arresto o il fermo stato eseguito.
5. Il pubblico ministero pu disporre che l'arrestato o il fermato sia custodito, in uno dei luoghi indicati nel comma 1 dell'articolo 284 ovvero, se ne possa derivare grave pregiudizio per le indagini, presso altra casa circondariale o mandamentale.
6. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria trasmettono il verbale di fermo anche al pubblico ministero che lo ha disposto, se diverso da quello indicato nel comma 1.
7. L'arresto o il fermo diviene inefficace se non sono osservati i termini previsti dal comma 3.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VI - Arresto in flagranza e fermo


Art. 454 - Presentazione della richiesta del pubblico ministero.
1. Entro novanta giorni dalla iscrizione della notizia di reato nel registro previsto dall'articolo 335, il pubblico ministero trasmette la richiesta di giudizio immediato alla cancelleria del giudice per le indagini preliminari .
2. Con la richiesta trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari. Il corpo del reato e le cose pertinenti al reato, sono allegati al fascicolo, qualora non debbano essere custoditi altrove.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo IV - Giudizio immediato


Art. 253 - Oggetto e formalit del sequestro.
1. L'autorit giudiziaria dispone con decreto motivato il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per l'accertamento dei fatti.
2. Sono corpo del reato le cose sulle quali o mediante le quali il reato stato commesso nonch le cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo.
3. Al sequestro procede personalmente l'autorit giudiziaria ovvero un ufficiale di polizia giudiziaria delegato con lo stesso decreto.
4. Copia del decreto di sequestro consegnata all'interessato, se presente.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo III - Mezzi di ricerca della prova


Art. 411 - Altri casi di archiviazione.
1. Le disposizioni degli articoli 408, 409 e 410 si applicano anche quando risulta che manca una condizione di procedibilit, che il reato estinto o che il fatto non previsto dalla legge come reato.
Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VIII - Chiusura delle indagini preliminari


Art. 350 - Sommarie informazioni dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini.
1. Gli ufficiali di polizia giudiziaria assumono, con le modalit previste dall'articolo 64, sommarie informazioni utili per le investigazioni dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini che non si trovi in stato di arresto o di fermo a norma dell'articolo 384.
2. Prima di assumere le sommarie informazioni, la polizia giudiziaria invita la persona nei cui confronti vengono svolte le indagini a nominare un difensore di fiducia e, in difetto, provvede a norma dell'articolo 97 comma 3.
3. Le sommarie informazioni sono assunte con la necessaria assistenza del difensore, al quale la polizia giudiziaria d tempestivo avviso. Il difensore ha l'obbligo di presenziare al compimento dell'atto.
4. Se il difensore non stato reperito o non comparso, la polizia giudiziaria richiede al pubblico ministero di provvedere a norma dell'articolo 97, comma 4.
5. Sul luogo o nell'immediatezza del fatto, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono, anche senza la presenza del difensore, assumere dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini, anche se arrestata in flagranza o fermata a norma dell'articolo 384, notizie e indicazioni utili ai fini della immediata prosecuzione delle indagini.
6. Delle notizie e delle indicazioni assunte senza l'assistenza del difensore sul luogo o nell'immediatezza del fatto a norma del comma 5 vietata ogni documentazione e utilizzazione.
7. La polizia giudiziaria pu altres ricevere dichiarazioni spontanee dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini, ma di esse non consentita la utilizzazione nel dibattimento, salvo quanto previsto dall'articolo 503 comma 3.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IV - Attivit a iniziativa della polizia giudiziaria


Art. 344 - Richiesta di autorizzazione a procedere.
1. Il pubblico ministero chiede l'autorizzazione prima di procedere a giudizio direttissimo o di richiedere il giudizio immediato, il rinvio a giudizio, il decreto penale di condanna o di emettere il decreto di citazione a giudizio. La richiesta deve, comunque, essere presentata entro trenta giorni dalla iscrizione nel registro delle notizie di reato del nome della persona per la quale necessaria l'autorizzazione.
2. Se la persona per la quale necessaria l'autorizzazione stata arrestata in flagranza, il pubblico ministero richiede l'autorizzazione a procedere immediatamente e comunque prima della udienza di convalida.
3. Il giudice sospende il processo e il pubblico ministero richiede senza ritardo l'autorizzazione a procedere qualora ne sia sorta la necessit dopo che si proceduto a giudizio direttissimo ovvero dopo che sono state formulate le richieste previste dalla prima parte del comma 1. Se vi pericolo nel ritardo, il giudice provvede all'assunzione delle prove richieste dalle parti.
4. Quando si procede nei confronti di pi persone per alcune delle quali soltanto necessaria l'autorizzazione e questa tarda ad essere concessa, si pu procedere separatamente contro gli imputati per i quali l'autorizzazione non necessaria.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo III - Condizioni di procedibilit.


Art. 669 - Pluralit di sentenze per il medesimo fatto contro la stessa persona.
1. Se pi sentenze di condanna divenute irrevocabili sono state pronunciate contro la stessa persona per il medesimo fatto, il giudice ordina l'esecuzione della sentenza con cui si pronunci la condanna meno grave, revocando le altre.
2. Quando le pene irrogate sono diverse, l'interessato pu indicare la sentenza che deve essere eseguita. Se l'interessato non si avvale di tale facolt prima della decisione del giudice dell'esecuzione, si applicano le disposizioni dei commi 3 e 4.
3. Se si tratta di pena pecuniaria e pena detentiva, si esegue la pena pecuniaria. Se si tratta di pene detentive o pecuniarie di specie diversa, si esegue la pena di minore entit, se le pene sono di uguale entit, si esegue rispettivamente l'arresto o l'ammenda. Se si tratta di pena detentiva o pecuniaria e della sanzione sostitutiva della semidetenzione o della libert controllata, si esegue, in caso di pena detentiva, la sanzione sostitutiva e, in caso di pena pecuniaria, quest'ultima.
4. Quando le pene principali sono uguali, si tiene conto della eventuale applicazione di pene accessorie o di misure di sicurezza e degli altri effetti penali. Quando le condanne sono identiche, si esegue la sentenza divenuta irrevocabile per prima.
5. Se la sentenza revocata era stata in tutto o in parte eseguita, l'esecuzione si considera come conseguente alla sentenza rimasta in vigore.
6. Le stesse disposizioni si applicano se si tratta di pi decreti penali o di sentenze e di decreti ovvero se il fatto stato giudicato in concorso formale con altri fatti o quale episodio di un reato continuato, premessa, ove necessaria, la determinazione della pena corrispondente.
7. Se pi sentenze di non luogo a procedere o pi sentenze di proscioglimento sono state pronunciate nei confronti della stessa persona per il medesimo fatto, il giudice, se l'interessato entro il termine previsto dal comma 2 non indica la sentenza che deve essere eseguita, ordina l'esecuzione della sentenza pi favorevole, revocando le altre.
8. Salvo quanto previsto dagli articoli 69 comma 2 e 345, se si tratta di una sentenza di proscioglimento e di una sentenza di condanna o di un decreto penale, il giudice ordina l'esecuzione della sentenza di proscioglimento revocando la decisione di condanna. Tuttavia, se il proscioglimento stato pronunciato per estinzione del reato verificatasi successivamente alla data in cui divenuta irrevocabile la decisione di condanna, si esegue quest'ultima.
9. Se si tratta di una sentenza di non luogo a procedere e di una sentenza pronunciata in giudizio o di un decreto penale, il giudice ordina l'esecuzione della sentenza pronunciata in giudizio o del decreto.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo III - Attribuzioni degli organi giurisdizionali


Art. 530 - Sentenza di assoluzione.
1. Se il fatto non sussiste, se l'imputato non lo ha commesso, se il fatto non costituisce reato o non previsto dalla legge come reato ovvero se il reato stato commesso da persona non imputabile o non punibile per un'altra ragione, il giudice pronuncia sentenza di assoluzione indicandone la causa nel dispositivo.
2. Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, insufficiente o contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l'imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato stato commesso da persona imputabile.
3. Se vi la prova che il fatto stato commesso in presenza di una causa di giustificazione o di una causa personale di non punibilit ovvero vi dubbio sull'esistenza delle stesse, il giudice pronuncia sentenza di assoluzione a norma del comma 1.
4. Con la sentenza di assoluzione il giudice applica, nei casi previsti dalla legge, le misure di sicurezza.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo III - Sentenza


Art. 33-septies - Inosservanza dichiarata nel dibattimento di primo grado.
1. Nel dibattimento di primo grado instaurato a seguito dell'udienza preliminare, il giudice, se ritiene che il reato appartiene alla cognizione del tribunale in composizione diversa, trasmette gli atti, con ordinanza, al giudice competente a decidere sul reato contestato.
2. Fuori dai casi previsti dal comma 1, se il giudice monocratico ritiene che il reato appartiene alla cognizione del collegio, dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero.
3. Si applica la disposizione dell'articolo 420-ter, comma 4.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 387 - Avviso dell'arresto o del fermo ai familiari.
1. La polizia giudiziaria, con il consenso dell'arrestato o del fermato, deve senza ritardo dare notizia ai familiari dell'avvenuto arresto o fermo.
Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VI - Arresto in flagranza e fermo


Art. 531 - Dichiarazione di estinzione del reato.
1. Salvo quanto disposto dall'articolo 129 comma 2, il giudice, se il reato estinto, pronuncia sentenza di non doversi procedere enunciandone la causa nel dispositivo.
2. Il giudice provvede nello stesso modo quando vi dubbio sull'esistenza di una causa di estinzione del reato.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo III - Sentenza


Art. 91 - Diritti e facolt degli enti e delle associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato.
1. Gli enti e le associazioni senza scopo di lucro ai quali, anteriormente alla commissione del fatto per cui si procede, sono state riconosciute, in forza di legge, finalit di tutela degli interessi lesi dal reato, possono esercitare, in ogni stato e grado del procedimento, i diritti e le facolt attribuiti alla persona offesa dal reato.
Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo VI - Persona offesa dal reato


Art. 385 - Divieto di arresto o di fermo in determinate circostanze.
1. L'arresto o il fermo non consentito quando, tenuto conto delle circostanze del fatto, appare che questo stato compiuto nell'adempimento di un dovere o nell'esercizio di una facolt legittima ovvero in presenza di una causa di non punibilit.
Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VI - Arresto in flagranza e fermo


Art. 701 - Garanzia giurisdizionale.
1. L'estradizione di un imputato o di un condannato all'estero non pu essere concessa senza la decisione favorevole della corte di appello.
2. Tuttavia, non si fa luogo al giudizio della corte di appello quando l'imputato o il condannato all'estero acconsente all'estradizione richiesta. L'eventuale consenso deve essere espresso alla presenza del difensore e di esso fatta menzione nel verbale.
3. La decisione favorevole della corte di appello e il consenso della persona non rendono obbligatoria l'estradizione.
4. La competenza a decidere appartiene, nell'ordine, alla corte di appello nel cui distretto l'imputato o il condannato ha la residenza, la dimora o il domicilio nel momento in cui la domanda di estradizione perviene al ministro di grazia e giustizia ovvero alla corte di appello che ha ordinato l'arresto provvisorio previsto dall'articolo 715 o alla corte di appello il cui presidente ha provveduto alla convalida dell'arresto previsto dall'articolo 716. Se la competenza non pu essere determinata nei modi cos indicati, competente la corte di appello di Roma.

Codice di procedura penale - Libro 9 - Rapporti giurisdizionali con autorita' straniere - Titolo II - Estradizione


Art. 673 - Revoca della sentenza per abolizione del reato.
1. Nel caso di abrogazione o di dichiarazione di illegittimit costituzionale della norma incriminatrice, il giudice dell'esecuzione revoca la sentenza di condanna o il decreto penale dichiarando che il fatto non previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti.
2. Allo stesso modo provvede quando stata emessa sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere per estinzione del reato o per mancanza di imputabilit.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo III - Attribuzioni degli organi giurisdizionali


Art. 578 - Decisione sugli effetti civili nel caso di estinzione del reato per amnistia o per prescrizione.
1. Quando nei confronti dell'imputato stata pronunciata condanna, anche generica, alle restituzioni o al risarcimento dei danni cagionati dal reato , a favore della parte civile, il giudice di appello e la corte di cassazione, nel dichiarare il reato estinto per amnistia o per prescrizione, decidono sull'impugnazione ai soli effetti delle disposizioni e dei capi della sentenza che concernono gli interessi civili.
Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo I - Disposizioni generali


Art. 517 - Reato concorrente e circostanze aggravanti risultanti dal dibattimento.
1. Qualora nel corso dell'istruzione dibattimentale emerga un reato connesso a norma dell'articolo 12 comma 1 lettera b) ovvero una circostanza aggravante e non ve ne sia menzione nel decreto che dispone il giudizio, il pubblico ministero contesta all'imputato il reato o la circostanza, purch la cognizione non appartenga alla competenza di un giudice superiore.
1-bis. Si applicano le disposizioni previste dall'articolo 516, commi 1-bis e 1-ter.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 415 - Reato commesso da persone ignote.
1. Quando ignoto l'autore del reato il pubblico ministero, entro sei mesi dalla data della registrazione della notizia di reato, presenta al giudice richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini.
2. Quando accoglie la richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini, il giudice pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero. Se ritiene che il reato sia da attribuire a persona gi individuata ordina che il nome di questa sia iscritto nel registro delle notizie di reato.
3. Si osservano, in quanto applicabili, le altre disposizioni di cui al presente titolo.
4. Nell'ipotesi di cui all'articolo 107-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie, la richiesta di archiviazione ed il decreto del giudice che accoglie la richiesta sono pronunciati cumulativamente con riferimento agli elenchi trasmessi dagli organi di polizia con l'eventuale indicazione delle denunce che il pubblico ministero o il giudice intendono escludere, rispettivamente, dalla richiesta o dal decreto.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VIII - Chiusura delle indagini preliminari


Art. 284 - Arresti domiciliari.
1. Con il provvedimento che dispone gli arresti domiciliari, il giudice prescrive all'imputato di non allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora ovvero da un luogo pubblico di cura o di assistenza.
2. Quando necessario, il giudice impone limiti o divieti alla facolt dell'imputato di comunicare con persone diverse da quelle che con lui coabitano o che lo assistono.
3. Se l'imputato non pu altrimenti provvedere alle sue indispensabili esigenze di vita ovvero versa in situazione di assoluta indigenza, il giudice pu autorizzarlo ad assentarsi nel corso della giornata dal luogo di arresto per il tempo strettamente necessario per provvedere alle suddette esigenze ovvero per esercitare una attivit lavorativa.
4. Il pubblico ministero o la polizia giudiziaria, anche di propria iniziativa, possono controllare in ogni momento l'osservanza delle prescrizioni imposte all'imputato.
5. L'imputato agli arresti domiciliari si considera in stato di custodia cautelare.
5-bis. Non possono essere, comunque, concessi gli arresti domiciliari a chi sia stato condannato per il reato di evasione nei cinque anni precedenti al fatto per il quale si procede. A tale fine il giudice assume nelle forme pi rapide le relative notizie.

Codice di procedura penale - Libro 3 - Misure cautelari - Titolo I - Misure cautelari personali


Art. 416 - Presentazione della richiesta del pubblico ministero.
1. La richiesta di rinvio a giudizio depositata dal pubblico ministero nella cancelleria del giudice. La richiesta di rinvio a giudizio nulla se non preceduta dall'avviso previsto dall'articolo 415-bis, nonch dall'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio ai sensi dell'articolo 375, comma 3, qualora la persona sottoposta alle indagini abbia chiesto di essere sottoposta ad interrogatorio entro il termine di cui all'articolo 415-bis, comma 3.
2. Con la richiesta trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato , la documentazione relativa alle indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari. Il corpo del reato e le cose pertinenti al reato sono allegati al fascicolo, qualora non debbano essere custoditi altrove.
2-bis. Qualora si proceda per il reato di cui all'articolo 589, secondo comma, del codice penale, la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero deve essere depositata entro trenta giorni dalla chiusura delle indagini preliminari.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 408 - Richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato.
1. Entro i termini previsti dagli articoli precedenti, il pubblico ministero, se la notizia di reato infondata, presenta al giudice richiesta di archiviazione. Con la richiesta trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari .
2. L'avviso della richiesta notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona offesa che, nella notizia di reato o successivamente alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere essere informata circa l'eventuale archiviazione.
3. Nell'avviso precisato che, nel termine di dieci giorni, la persona offesa pu prendere visione degli atti e presentare opposizione con richiesta motivata di prosecuzione delle indagini preliminari.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VIII - Chiusura delle indagini preliminari


Art. 331 - Denuncia da parte di pubblici ufficiali e incaricati di un pubblico servizio.
1. Salvo quanto stabilito dall'articolo 347, i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell'esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, hanno notizia di reato perseguibile di ufficio, devono farne denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la persona alla quale il reato attribuito.
2. La denuncia presentata o trasmessa senza ritardo al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria.
3. Quando pi persone sono obbligate alla denuncia per il medesimo fatto, esse possono anche redigere e sottoscrivere un unico atto.
4. Se, nel corso di un procedimento civile o amministrativo, emerge un fatto nel quale si pu configurare un reato perseguibile di ufficio, l'autorit che procede redige e trasmette senza ritardo la denuncia al pubblico ministero.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo II - Notizia di reato


Art. 410 - Opposizione alla richiesta di archiviazione.
1. Con l'opposizione alla richiesta di archiviazione la persona offesa dal reato chiede la prosecuzione delle indagini preliminari indicando, a pena di inammissibilit, l'oggetto della investigazione suppletiva e i relativi elementi di prova.
2. Se l'opposizione inammissibile e la notizia di reato infondata, il giudice dispone l'archiviazione con decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero.
3. Fuori dei casi previsti dal comma 2, il giudice provvede a norma dell'articolo 409 commi 2, 3, 4 e 5, ma, in caso di pi persone offese, l'avviso per l'udienza notificato al solo opponente.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VIII - Chiusura delle indagini preliminari


Art. 278 - Determinazione della pena agli effetti dell'applicazione delle misure.
1. Agli effetti dell'applicazione delle misure, si ha riguardo alla pena stabilita dalla legge per ciascun reato consumato o tentato. Non si tiene conto della continuazione, della recidiva e delle circostanze del reato, fatta eccezione della circostanza aggravante prevista al numero 5) dell'articolo 61 del codice penale e della circostanza attenuante prevista dall'articolo 62 n. 4 del codice penale nonch delle circostanze per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato e di quelle ad effetto speciale. [Della recidiva si tiene conto nel caso previsto dall'articolo 99 comma 4 del codice penale, se ricorrono congiuntamente le circostanze indicate nel comma 2 numeri 1) e 2) dello stesso articolo.]
Codice di procedura penale - Libro 3 - Misure cautelari - Titolo I - Misure cautelari personali


Art. 657 - Computo della custodia cautelare e delle pene espiate senza titolo.
1. Il pubblico ministero, nel determinare la pena detentiva da eseguire, computa il periodo di custodia cautelare subita per lo stesso o per altro reato, anche se la custodia ancora in corso. Allo stesso modo procede in caso di applicazione provvisoria di una misura di sicurezza detentiva, se questa non stata applicata definitivamente.
2. Il pubblico ministero computa altres il periodo di pena detentiva espiata per un reato diverso, quando la relativa condanna stata revocata, quando per il reato stata concessa amnistia o quando stato concesso indulto, nei limiti dello stesso.
3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, il condannato pu chiedere al pubblico ministero che i periodi di custodia cautelare e di pena detentiva espiata, operato il ragguaglio, siano computati per la determinazione della pena pecuniaria o della sanzione sostitutiva da eseguire; nei casi previsti dal comma 2, pu altres chiedere che le sanzioni sostitutive espiate siano computate nelle sanzioni sostitutive da eseguire per altro reato.
4. In ogni caso sono computate soltanto la custodia cautelare subita o le pene espiate dopo la commissione del reato per il quale deve essere determinata la pena da eseguire.
5. Il pubblico ministero provvede con decreto, che deve essere notificato al condannato e al suo difensore.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo II - Esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali


Art. 215 - Ricognizione di cose.
1. Quando occorre procedere alla ricognizione del corpo del reato o di altre cose pertinenti al reato, il giudice procede osservando le disposizioni dell'articolo 213, in quanto applicabili.
2. Procurati, ove possibile, almeno due oggetti simili a quello da riconoscere, il giudice chiede alla persona chiamata alla ricognizione se riconosca taluno tra essi e, in caso affermativo, la invita a dichiarare quale abbia riconosciuto e a precisare se ne sia certa.
3. Si applicano le disposizioni dell'articolo 214 comma 3.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo II - Mezzi di prova


Art. 620 - Annullamento senza rinvio.
1. Oltre che nei casi particolarmente previsti dalla legge, la corte pronuncia sentenza di annullamento senza rinvio:
a) se il fatto non previsto dalla legge come reato, se il reato estinto o se l'azione penale non doveva essere iniziata o proseguita;
b) se il reato non appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario;
c) se il provvedimento impugnato contiene disposizioni che eccedono i poteri della giurisdizione, limitatamente alle medesime;
d) se la decisione impugnata consiste in un provvedimento non consentito dalla legge;
e) se la sentenza nulla a norma e nei limiti dell'articolo 522 in relazione a un reato concorrente;
f) se la sentenza nulla a norma e nei limiti dell'articolo 522 in relazione a un fatto nuovo;
g) se la condanna stata pronunciata per errore di persona;
h) se vi contraddizione fra la sentenza o l'ordinanza impugnata e un'altra anteriore concernente la stessa persona e il medesimo oggetto, pronunciata dallo stesso o da un altro giudice penale;
i) se la sentenza impugnata ha deciso in secondo grado su materia per la quale non ammesso l'appello;
l) in ogni altro caso in cui la corte ritiene superfluo il rinvio ovvero pu essa medesima procedere alla determinazione della pena o dare i provvedimenti necessari.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo III - Ricorso per cassazione


Art. 450 - Instaurazione del giudizio direttissimo.
1. Quando procede a giudizio direttissimo, il pubblico ministero fa condurre direttamente all'udienza l'imputato arrestato in flagranza o in stato di custodia cautelare.
2. Se l'imputato libero, il pubblico ministero, lo cita a comparire all'udienza per il giudizio direttissimo. Il termine per comparire non pu essere inferiore a tre giorni.
3. La citazione contiene i requisiti previsti dall'articolo 429 comma 1 lettera a), b), c), f), con l'indicazione del giudice competente per il giudizio nonch la data e la sottoscrizione. Si applica inoltre la disposizione dell'articolo 429 comma 2.
4. Il decreto, unitamente al fascicolo previsto dall'articolo 431, formato dal pubblico ministero, trasmesso alla cancelleria del giudice competente per il giudizio.
5. Al difensore notificato senza ritardo a cura del pubblico ministero l'avviso della data fissata per il giudizio.
6. Il difensore ha facolt di prendere visione e di estrarre copia, nella segreteria del pubblico ministero, della documentazione relativa alle indagini espletate.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo III - Giudizio direttissimo


Art. 8 - Regole generali.
1. La competenza per territorio determinata dal luogo in cui il reato stato consumato.
2. Se si tratta di fatto dal quale derivata la morte di una o pi persone, competente il giudice del luogo in cui avvenuta l'azione o l'omissione.
3. Se si tratta di reato permanente, competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione, anche se dal fatto derivata la morte di una o pi persone.
4. Se si tratta di delitto tentato, competente il giudice del luogo in cui stato compiuto l'ultimo atto diretto a commettere il delitto.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 425 - Sentenza di non luogo a procedere.
1. Se sussiste una causa che estingue il reato o per la quale l'azione penale non doveva essere iniziata o non deve essere proseguita, se il fatto non previsto dalla legge come reato ovvero quando risulta che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato o che si tratta di persona non punibile per qualsiasi causa, il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere, indicandone la causa nel dispositivo.
2. Ai fini della pronuncia della sentenza di cui al comma 1, il giudice tiene conto delle circostanze attenuanti. Si applicano le disposizioni dell'articolo 69 del codice penale.
3. Il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere anche quando gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l'accusa in giudizio.
4. Il giudice non pu pronunciare sentenza di non luogo a procedere se ritiene che dal proscioglimento dovrebbe conseguire l'applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca.
5. Si applicano le disposizioni dell'articolo 537.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 192 - Valutazione della prova.
1. Il giudice valuta la prova dando conto nella motivazione dei risultati acquisiti e dei criteri adottati.
2. L'esistenza di un fatto non pu essere desunta da indizi a meno che questi siano gravi, precisi e concordanti.
3. Le dichiarazioni rese dal coimputato del medesimo reato o da persona imputata in un procedimento connesso a norma dell'articolo 12 sono valutate unitamente agli altri elementi di prova che ne confermano l'attendibilit.
4. La disposizione del comma 3 si applica anche alle dichiarazioni rese da persona imputata di un reato collegato a quello per cui si procede, nel caso previsto dall'articolo 371 comma 2 lettera b).

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo I - Disposizioni generali


Art. 343 - Autorizzazione a procedere.
1. Qualora sia prevista l'autorizzazione a procedere, il pubblico ministero ne fa richiesta a norma dell'articolo 344.
2. Fino a quando non sia stata concessa l'autorizzazione, fatto divieto di disporre il fermo o misure cautelari personali nei confronti della persona rispetto alla quale prevista l'autorizzazione medesima nonch di sottoporla a perquisizione personale o domiciliare, a ispezione personale, a ricognizione, a individuazione, a confronto, a intercettazione di conversazioni o di comunicazioni. Si pu procedere all'interrogatorio solo se l'interessato lo richiede.
3. Gli atti previsti dal comma 2 sono consentiti, anche prima della richiesta di autorizzazione, quando la persona colta nella flagranza di uno dei delitti indicati nell'articolo 380 commi 1 e 2. Tuttavia, quando l'autorizzazione a procedere o l'autorizzazione al compimento di determinati atti sono prescritte da disposizioni della Costituzione o di leggi costituzionali, si applicano tali disposizioni, nonch, in quanto compatibili con esse, quelle di cui agli articoli 344, 345 e 346.
4. Gli atti compiuti in violazione di quanto stabilito nei commi 2 e 3 non possono essere utilizzati.
5. L'autorizzazione a procedere, una volta concessa, non pu essere revocata .

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo III - Condizioni di procedibilit.


Art. 384 - Fermo di indiziato di delitto.
1. Anche fuori dei casi di flagranza, quando sussistono specifici elementi che, anche in relazione alla impossibilit di identificare l'indiziato, fanno ritenere fondato il pericolo di fuga, il pubblico ministero dispone il fermo della persona gravemente indiziata di un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e superiore nel massimo a sei anni ovvero di un delitto concernente le armi da guerra e gli esplosivi o di un delitto commesso per finalit di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell'ordine democratico.
2. Nei casi previsti dal comma 1 e prima che il pubblico ministero abbia assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono al fermo di propria iniziativa.
3. La polizia giudiziaria procede inoltre al fermo di propria iniziativa qualora sia successivamente individuato l'indiziato ovvero sopravvengono specifici elementi, quali il possesso di documenti falsi, che rendano fondato il pericolo che l'indiziato sia per darsi alla fuga e non sia possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del pubblico ministero.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VI - Arresto in flagranza e fermo


Art. 235 - Documenti costituenti corpo del reato.
1. I documenti che costituiscono corpo del reato devono essere acquisiti qualunque sia la persona che li abbia formati o li detenga.
Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo II - Mezzi di prova


Art. 297 - Computo dei termini di durata delle misure.
1. Gli effetti della custodia cautelare decorrono dal momento della cattura, dell'arresto o del fermo.
2. Gli effetti delle altre misure decorrono dal momento in cui l'ordinanza che le dispone notificata a norma dell'articolo 293.
3. Se nei confronti di un imputato sono emesse pi ordinanze che dispongono la medesima misura per uno stesso fatto, bench diversamente circostanziato o qualificato, ovvero per fatti diversi commessi anteriormente alla emissione della prima ordinanza in relazione ai quali sussiste connessione ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettera b) e c), limitatamente ai casi di reati commessi per eseguire gli altri, i termini decorrono dal giorno in cui stata eseguita o notificata la prima ordinanza e sono commisurati all'imputazione pi grave. La disposizione non si applica relativamente alle ordinanze per fatti non desumibili dagli atti prima del rinvio a giudizio disposto per il fatto con il quale sussiste connessione ai sensi del presente comma.
4. Nel computo dei termini della custodia cautelare si tiene conto dei giorni in cui si sono tenute le udienze e di quelli impiegati per la deliberazione della sentenza nel giudizio di primo grado o nel giudizio sulle impugnazioni solo ai fini della determinazione della durata complessiva della custodia a norma dell'articolo 303 comma 4.
5. Se l'imputato detenuto per un altro reato o internato per misura di sicurezza, gli effetti della misura decorrono dal giorno in cui notificata l'ordinanza che la dispone, se sono compatibili con lo stato di detenzione o di internamento; altrimenti decorrono dalla cessazione di questo. Ai soli effetti del computo dei termini di durata massima, la custodia cautelare si considera compatibile con lo stato di detenzione per esecuzione di pena o di internamento per misura di sicurezza.

Codice di procedura penale - Libro 3 - Misure cautelari - Titolo I - Misure cautelari personali


Art. 244 - Casi e forme delle ispezioni.
1. L'ispezione delle persone, dei luoghi e delle cose disposta con decreto motivato quando occorre accertare le tracce e gli altri effetti materiali del reato.
2. Se il reato non ha lasciato tracce o effetti materiali, o se questi sono scomparsi o sono stati cancellati o dispersi, alterati o rimossi, l'autorit giudiziaria descrive lo stato attuale e, in quanto possibile, verifica quello preesistente, curando anche di individuare modo, tempo e cause delle eventuali modificazioni. L'autorit giudiziaria pu disporre rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ogni altra operazione tecnica, anche in relazione a sistemi informatici o telematici, adottando misure tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e ad impedirne lalterazione.
Parole aggiunte dallart. 8, comma 1, della L. 18 marzo 2008, n. 48.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo III - Mezzi di ricerca della prova


Art. 94 - Termine per l'intervento.
1. Gli enti e le associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato possono intervenire nel procedimento fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall'articolo 484.
Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo VI - Persona offesa dal reato


Art. 194 - Oggetto e limiti della testimonianza.
1. Il testimone esaminato sui fatti che costituiscono oggetto di prova . Non pu deporre sulla moralit dell'imputato, salvo che si tratti di fatti specifici, idonei a qualificarne la personalit in relazione al reato e alla pericolosit sociale.
2. L'esame pu estendersi anche ai rapporti di parentela e di interesse che intercorrono tra il testimone e le parti o altri testimoni nonch alle circostanze il cui accertamento necessario per valutarne la credibilit. La deposizione sui fatti che servono a definire la personalit della persona offesa dal reato ammessa solo quando il fatto dell'imputato deve essere valutato in relazione al comportamento di quella persona.
3. Il testimone esaminato su fatti determinati. Non pu deporre sulle voci correnti nel pubblico n esprimere apprezzamenti personali salvo che sia impossibile scinderli dalla deposizione sui fatti.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo II - Mezzi di prova


Art. 330 - Acquisizione delle notizie di reato.
1. Il pubblico ministero e la polizia giudiziaria prendono notizia dei reati di propria iniziativa e ricevono le notizie di reato presentate o trasmesse a norma degli articoli seguenti.
Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo II - Notizia di reato


Art. 250 - Perquisizioni locali.
1. Nell'atto di iniziare le operazioni, copia del decreto di perquisizione locale consegnata all'imputato, se presente, e a chi abbia l'attuale disponibilit del luogo, con l'avviso della facolt di farsi rappresentare o assistere da persona di fiducia, purch questa sia prontamente reperibile e idonea a norma dell'articolo 120.
2. Se mancano le persone indicate nel comma 1, la copia consegnata e l'avviso rivolto a un congiunto, un coabitante o un collaboratore ovvero, in mancanza, al portiere o a chi ne fa le veci.
3. L'autorit giudiziaria, nel procedere alla perquisizione locale, pu disporre con decreto motivato che siano perquisite le persone presenti o sopraggiunte, quando ritiene che le stesse possano occultare il corpo del reato o cose pertinenti al reato. Pu inoltre ordinare, enunciando nel verbale i motivi del provvedimento, che taluno non si allontani prima che le operazioni siano concluse. Il trasgressore trattenuto o ricondotto coattivamente sul posto.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo III - Mezzi di ricerca della prova


Art. 347 - Obbligo di riferire la notizia del reato.
1. Acquisita la notizia di reato, la polizia giudiziaria, senza ritardo, riferisce al pubblico ministero, per iscritto, gli elementi essenziali del fatto e gli altri elementi sino ad allora raccolti, indicando le fonti di prova e le attivit compiute, delle quali trasmette la relativa documentazione.
2. Comunica, inoltre, quando possibile, le generalit, il domicilio e quanto altro valga alla identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini, della persona offesa e di coloro che siano in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti.
2-bis. Qualora siano stati compiuti atti per i quali prevista l'assistenza del difensore della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini, la comunicazione della notizia di reato trasmessa al pi tardi entro quarantotto ore dal compimento dell'atto, salve le disposizioni di legge che prevedono termini particolari.
3. Se si tratta di taluno dei delitti indicati nell'articolo 407, comma 2, lettera a), numeri da 1) a 6) e, in ogni caso, quando sussistono ragioni di urgenza, la comunicazione della notizia di reato data immediatamente anche in forma orale. Alla comunicazione orale deve seguire senza ritardo quella scritta con le indicazioni e la documentazione previste dai commi 1 e 2.
4. Con la comunicazione, la polizia giudiziaria indica il giorno e l'ora in cui ha acquisito la notizia.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IV - Attivit a iniziativa della polizia giudiziaria


Art. 336 - Querela.
1. La querela proposta mediante dichiarazione nella quale, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, si manifesta la volont che si proceda in ordine a un fatto previsto dalla legge come reato.
Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo III - Condizioni di procedibilit.


Art. 630 - Casi di revisione.
1. La revisione pu essere richiesta:
a) se i fatti stabiliti a fondamento della sentenza o del decreto penale di condanna non possono conciliarsi con quelli stabiliti in un'altra sentenza penale irrevocabile del giudice ordinario o di un giudice speciale;
b) se la sentenza o il decreto penale di condanna hanno ritenuto la sussistenza del reato a carico del condannato in conseguenza di una sentenza del giudice civile o amministrativo, successivamente revocata, che abbia deciso una delle questioni pregiudiziali previste dall'articolo 3 ovvero una delle questioni previste dall'articolo 479;
c) se dopo la condanna sono sopravvenute o si scoprono nuove prove che, sole o unite a quelle gi valutate, dimostrano che il condannato deve essere prosciolto a norma dell'articolo 631;
d) se dimostrato che la condanna venne pronunciata in conseguenza di falsit in atti o in giudizio o di un altro fatto previsto dalla legge come reato.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo IV - Revisione


Art. 314 - Presupposti e modalit della decisione.
1. Chi stato prosciolto con sentenza irrevocabile perch il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perch il fatto non costituisce reato o non previsto dalla legge come reato, ha diritto a un'equa riparazione per la custodia cautelare subita, qualora non vi abbia dato o concorso a darvi causa per dolo o colpa grave.
2. Lo stesso diritto spetta al prosciolto per qualsiasi causa o al condannato che nel corso del processo sia stato sottoposto a custodia cautelare, quando con decisione irrevocabile risulti accertato che il provvedimento che ha disposto la misura stato emesso o mantenuto senza che sussistessero le condizioni di applicabilit previste dagli articoli 273 e 280.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano, alle medesime condizioni, a favore delle persone nei cui confronti sia pronunciato provvedimento di archiviazione ovvero sentenza di non luogo a procedere.
4. Il diritto alla riparazione escluso per quella parte della custodia cautelare che sia computata ai fini della determinazione della misura di una pena ovvero per il periodo in cui le limitazioni conseguenti all'applicazione della custodia siano state sofferte anche in forza di altro titolo.
5. Quando con la sentenza o con il provvedimento di archiviazione stato affermato che il fatto non previsto dalla legge come reato per abrogazione della norma incriminatrice, il diritto alla riparazione altres escluso per quella parte di custodia cautelare sofferta prima della abrogazione medesima.

Codice di procedura penale - Libro 3 - Misure cautelari - Titolo I - Misure cautelari personali


Art. 715 - Applicazione provvisoria di misure cautelari.
1. Su domanda dello Stato estero e a richiesta motivata del ministro di grazia e giustizia, la corte di appello pu disporre, in via provvisoria, una misura coercitiva prima che la domanda di estradizione sia pervenuta.
2. La misura pu essere disposta se:
a) lo Stato estero ha dichiarato che nei confronti della persona stato emesso provvedimento restrittivo della libert personale ovvero sentenza di condanna a pena detentiva e che intende presentare domanda di estradizione;
b) lo Stato estero ha fornito la descrizione dei fatti, la specificazione del reato e gli elementi sufficienti per l'esatta identificazione della persona;
c) vi pericolo di fuga.
3. La competenza a disporre la misura appartiene, nell'ordine, alla corte di appello nel cui distretto la persona ha la residenza, la dimora o il domicilio ovvero alla corte di appello del distretto in cui risulta che la persona si trova. Se la competenza non pu essere determinata nei modi cos indicati, competente la corte di appello di Roma.
4. La corte di appello pu altres disporre il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato.
5. Il ministro di grazia e giustizia d immediata comunicazione allo Stato estero dell'applicazione in via provvisoria della misura coercitiva e dell'eventuale sequestro.
6. Le misure cautelari sono revocate se entro quaranta giorni dalla predetta comunicazione non sono pervenuti al ministero degli affari esteri o a quello di grazia e giustizia la domanda di estradizione e i documenti previsti dall'articolo 700.

Codice di procedura penale - Libro 9 - Rapporti giurisdizionali con autorita' straniere - Titolo II - Estradizione


Art. 671 - Applicazione della disciplina del concorso formale e del reato continuato.
1. Nel caso di pi sentenze o decreti penali irrevocabili pronunciati in procedimenti distinti contro la stessa persona, il condannato o il pubblico ministero possono chiedere al giudice dell'esecuzione l'applicazione della disciplina del concorso formale o del reato continuato, sempre che la stessa non sia stata esclusa dal giudice della cognizione. Fra gli elementi che incidono sull'applicazione della disciplina del reato continuato vi la consumazione di pi reati in relazione allo stato di tossicodipendenza.
2. Il giudice dell'esecuzione provvede determinando la pena in misura non superiore alla somma di quelle inflitte con ciascuna sentenza o ciascun decreto.
2-bis. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 81, quarto comma, del codice penale.
3. Il giudice dell'esecuzione pu concedere altres la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, quando ci consegue al riconoscimento del concorso formale o della continuazione. Adotta infine ogni altro provvedimento conseguente.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo III - Attribuzioni degli organi giurisdizionali


Art. 516 - Modifica della imputazione.
1. Se nel corso dell'istruzione dibattimentale il fatto risulta diverso da come descritto nel decreto che dispone il giudizio, e non appartiene alla competenza di un giudice superiore, il pubblico ministero modifica l'imputazione e procede alla relativa contestazione.
1-bis. Se a seguito della modifica il reato risulta attribuito alla cognizione del tribunale in composizione collegiale anzich monocratica, l'inosservanza delle disposizioni sulla composizione del giudice rilevata o eccepita, a pena di decadenza, immediatamente dopo la nuova contestazione ovvero, nei casi indicati dagli articoli 519 comma 2 e 520 comma 2, prima del compimento di ogni altro atto nella nuova udienza fissata a norma dei medesimi articoli.
1-ter. Se a seguito della modifica risulta un reato per il quale prevista l'udienza preliminare, e questa non si tenuta, l'inosservanza delle relative disposizioni eccepita, a pena di decadenza, entro il termine indicato dal comma 1-bis.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 327 - Direzione delle indagini preliminari.
1. Il pubblico ministero dirige le indagini e dispone direttamente della polizia giudiziaria che, anche dopo la comunicazione della notizia di reato, continua a svolgere attivit di propria iniziativa secondo le modalit indicate nei successivi articoli.
Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo I - Disposizioni generali


Art. 103 - Garanzie di libert del difensore.
1. Le ispezioni e le perquisizioni negli uffici dei difensori sono consentite solo:
a) quando essi o altre persone che svolgono stabilmente attivit nello stesso ufficio sono imputati, limitatamente ai fini dell'accertamento del reato loro attribuito;
b) per rilevare tracce o altri effetti materiali del reato o per ricercare cose o persone specificamente predeterminate.
2. Presso i difensori e gli investigatori privati autorizzati e incaricati in relazione al procedimento, nonch presso i consulenti tecnici non si pu procedere a sequestro di carte o documenti relativi all'oggetto della difesa, salvo che costituiscano corpo del reato.
3. Nell'accingersi a eseguire una ispezione, una perquisizione o un sequestro nell'ufficio di un difensore, l'autorit giudiziaria a pena di nullit avvisa il consiglio dell'ordine forense del luogo perch il presidente o un consigliere da questo delegato possa assistere alle operazioni. Allo stesso, se interviene e ne fa richiesta, consegnata copia del provvedimento.
4. Alle ispezioni, alle perquisizioni e ai sequestri negli uffici dei difensori procede personalmente il giudice ovvero, nel corso delle indagini preliminari, il pubblico ministero in forza di motivato decreto di autorizzazione del giudice.
5. Non consentita l'intercettazione relativa a conversazioni o comunicazioni dei difensori, degli investigatori privati autorizzati e incaricati in relazione al procedimento, dei consulenti tecnici e loro ausiliari, n a quelle tra i medesimi e le persone da loro assistite.
6. Sono vietati il sequestro e ogni forma di controllo della corrispondenza tra l'imputato e il proprio difensore in quanto riconoscibile dalle prescritte indicazioni, salvo che l'autorit giudiziaria abbia fondato motivo di ritenere che si tratti di corpo del reato.
7. Salvo quanto previsto dal comma 3 e dall'articolo 271, i risultati delle ispezioni, perquisizioni, sequestri, intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, eseguiti in violazione delle disposizioni precedenti, non possono essere utilizzati.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo VII - Difensore


Art. 98 - Patrocinio dei non abbienti.
1. L'imputato, la persona offesa dal reato, il danneggiato che intende costituirsi parte civile e il responsabile civile possono chiedere di essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato, secondo le norme della legge sul patrocinio dei non abbienti.
Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo VII - Difensore


Art. 459 - Casi di procedimento per decreto.
1. Nei procedimenti per reati perseguibili di ufficio ed in quelli perseguibili a querela se questa stata validamente presentata e se il querelante non ha nella stessa dichiarato di opporvisi, il pubblico ministero, quando ritiene che si debba applicare soltanto una pena pecuniaria, anche se inflitta in sostituzione di una pena detentiva, pu presentare al giudice per le indagini preliminari, entro sei mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale il reato attribuito iscritto nel registro delle notizie di reato e previa trasmissione del fascicolo, richiesta motivata di emissione del decreto penale di condanna, indicando la misura della pena.
2. Il pubblico ministero pu chiedere l'applicazione di una pena diminuita sino alla met rispetto al minimo edittale.
3. Il giudice, quando non accoglie la richiesta, se non deve pronunciare sentenza di proscioglimento a norma dell'articolo 129, restituisce gli atti al pubblico ministero.
4. Del decreto penale data comunicazione al querelante.
5. Il procedimento per decreto non ammesso quando risulta la necessit di applicare una misura di sicurezza personale.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo V - Procedimento per decreto


Art. 197-bis - Persone imputate o giudicate in un procedimento connesso o per reato collegato che assumono l'ufficio di testimone.
1. L'imputato in un procedimento connesso ai sensi dell'articolo 12 o di un reato collegato a norma dell'articolo 371, comma 2, lettera b), pu essere sempre sentito come testimone quando nei suoi confronti stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento, di condanna o di applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444.
2. L'imputato in un procedimento connesso ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettera c), o di un reato collegato a norma dell'articolo 371, comma 2, lettera b), pu essere sentito come testimone, inoltre, nel caso previsto dall'articolo 64, comma 3, lettera c).
3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2 il testimone assistito da un difensore. In mancanza di difensore di fiducia designato un difensore di ufficio.
4. Nel caso previsto dal comma 1 il testimone non pu essere obbligato a deporre sui fatti per i quali stata pronunciata in giudizio sentenza di condanna nei suoi confronti, se nel procedimento egli aveva negato la propria responsabilit ovvero non aveva reso alcuna dichiarazione. Nel caso previsto dal comma 2 il testimone non pu essere obbligato a deporre su fatti che concernono la propria responsabilit in ordine al reato per cui si procede o si proceduto nei suoi confronti.
5. In ogni caso le dichiarazioni rese dai soggetti di cui al presente articolo non possono essere utilizzate contro la persona che le ha rese nel procedimento a suo carico, nel procedimento di revisione della sentenza di condanna ed in qualsiasi giudizio civile o amministrativo relativo al fatto oggetto dei procedimenti e delle sentenze suddette.
6. Alle dichiarazioni rese dalle persone che assumono l'ufficio di testimone ai sensi del presente articolo si applica la disposizione di cui all'articolo 192, comma 3.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo II - Mezzi di prova


Art. 371 - Rapporti tra diversi uffici del pubblico ministero.
1. Gli uffici diversi del pubblico ministero che procedono a indagini collegate, si coordinano tra loro per la speditezza, economia ed efficacia delle indagini medesime. A tali fini provvedono allo scambio di atti e di informazioni nonch alla comunicazione delle direttive rispettivamente impartite alla polizia giudiziaria. Possono altres procedere, congiuntamente, al compimento di specifici atti.
2. Le indagini di uffici diversi del pubblico ministero si considerano collegate:
a) se i procedimenti sono connessi a norma dell'articolo 12;
b) se si tratta di reati dei quali gli uni sono stati commessi in occasione degli altri, o per conseguirne o assicurarne al colpevole o ad altri il profitto, il prezzo, il prodotto o l'impunit, o che sono stati commessi da pi persone in danno reciproco le une delle altre, ovvero se la prova di un reato o di una sua circostanza influisce sulla prova di un altro reato o di un'altra circostanza;
c) se la prova di pi reati deriva, anche in parte, dalla stessa fonte.
3. Salvo quanto disposto dall'articolo 12, il collegamento delle indagini non ha effetto sulla competenza.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo V - Attivit del pubblico ministero


Art. 74 - Legittimazione all'azione civile.
1. L'azione civile per le restituzioni e per il risarcimento del danno di cui all'articolo 185 del codice penale pu essere esercitata nel processo penale dal soggetto al quale il reato ha recato danno ovvero dai suoi successori universali, nei confronti dell'imputato e del responsabile civile.
Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo V - Parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria


Art. 427 - Condanna del querelante alle spese e ai danni.
1. Quando si tratta di reato per il quale si procede a querela della persona offesa, con la sentenza di non luogo a procedere perch il fatto non sussiste o l'imputato non lo ha commesso il giudice condanna il querelante al pagamento delle spese del procedimento anticipate dallo Stato.
2. Nei casi previsti dal comma 1, il giudice, quando ne fatta domanda, condanna inoltre il querelante alla rifusione delle spese sostenute dall'imputato e, se il querelante si costituito parte civile, anche di quelle sostenute dal responsabile civile citato o intervenuto. Quando ricorrono giusti motivi, le spese possono essere compensate in tutto o in parte.
3. Se vi colpa grave, il giudice pu condannare il querelante a risarcire i danni all'imputato e al responsabile civile che ne abbiano fatto domanda.
4. Contro il capo della sentenza di non luogo a procedere che decide sulle spese e sui danni possono proporre impugnazione, a norma dell'articolo 428, il querelante, l'imputato e il responsabile civile.
5. Se il reato estinto per remissione della querela, si applica la disposizione dell'articolo 340 comma 4.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 11 - Competenza per i procedimenti riguardanti i magistrati.
1. I procedimenti in cui un magistrato assume la qualit di persona sottoposta ad indagini, di imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato, che secondo le norme di questo capo sarebbero attribuiti alla competenza di un ufficio giudiziario compreso nel distretto di corte d'appello in cui il magistrato esercita le proprie funzioni o le esercitava al momento del fatto, sono di competenza del giudice, ugualmente competente per materia, che ha sede nel capoluogo del distretto di corte di appello determinato dalla legge.
2. Se nel distretto determinato ai sensi del comma 1 il magistrato stesso venuto ad esercitare le proprie funzioni in un momento successivo a quello del fatto, competente il giudice che ha sede nel capoluogo del diverso distretto di corte d'appello determinato ai sensi del medesimo comma 1.
3. I procedimenti connessi a quelli in cui un magistrato assume la qualit di persona sottoposta ad indagini, di imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato sono di competenza del medesimo giudice individuato a norma del comma 1.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 255 - Sequestro presso banche.
1. L'autorit giudiziaria pu procedere al sequestro presso banche di documenti, titoli, valori, somme depositate in conto corrente e di ogni altra cosa, anche se contenuti in cassette di sicurezza, quando abbia fondato motivo di ritenere che siano pertinenti al reato, quantunque non appartengano all'imputato o non siano iscritti al suo nome.
Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo III - Mezzi di ricerca della prova


Art. 735-bis - Confisca consistente nella imposizione del pagamento di una somma di denaro.
1. Nel caso di esecuzione di un provvedimento straniero di confisca consistente nella imposizione nel pagamento di una somma di denaro corrispondente al valore del prezzo, del prodotto o del profitto di un reato, si applicano le disposizioni sull'esecuzione delle pene pecuniarie, ad eccezione di quella concernente il rispetto del limite massimo di pena previsto dall'articolo 735 comma 2.
Codice di procedura penale - Libro 9 - Rapporti giurisdizionali con autorita' straniere - Titolo IV - Effetti delle sentenze penali straniere. esecuzione all'estero di sentenze penali italiane


Art. 197 - Incompatibilit con l'ufficio di testimone.
1. Non possono essere assunti come testimoni:
a) i coimputati del medesimo reato o le persone imputate in un procedimento connesso a norma dell'articolo 12, comma 1, lettera a), salvo che nei loro confronti sia stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento, di condanna o di applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444;
b) salvo quanto previsto dall'articolo 64, comma 3, lettera c), le persone imputate in un procedimento connesso a norma dell'articolo 12, comma 1, lettera c), o di un reato collegato a norma dell'articolo 371, comma 2, lettera b), prima che nei loro confronti sia stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento, di condanna o di applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444;
c) il responsabile civile e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria;
d) coloro che nel medesimo procedimento svolgono o hanno svolto la funzione di giudice, pubblico ministero o loro ausiliario nonch il difensore che abbia svolto attivit di investigazione difensiva e coloro che hanno formato la documentazione delle dichiarazioni e delle informazioni assunte ai sensi dell'articolo 391-ter.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo II - Mezzi di prova


Art. 354 - Accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone. Sequestro.
1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria curano che le tracce e le cose pertinenti al reato siano conservate e che lo stato dei luoghi e delle cose non venga mutato prima dell'intervento del pubblico ministero.
2. Se vi pericolo che le cose, le tracce e i luoghi indicati nel comma 1 si alterino o si disperdano o comunque si modifichino e il pubblico ministero non pu intervenire tempestivamente, ovvero non ha ancora assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali di polizia giudiziaria compiono i necessari accertamenti e rilievi sullo stato dei luoghi e delle cose. In relazione ai dati, alle informazioni e ai programmi informatici o ai sistemi informatici o telematici, gli ufficiali della polizia giudiziaria adottano, altres, le misure tecniche o impartiscono le prescrizioni necessarie ad assicurarne la conservazione e ad impedirne lalterazione e laccesso e provvedono, ove possibile, alla loro immediata duplicazione su adeguati supporti, mediante una procedura che assicuri la conformit della copia alloriginale e la sua immodificabilit. Se del caso, sequestrano il corpo del reato e le cose a questo pertinenti.
3. Se ricorrono i presupposti previsti dal comma 2, gli ufficiali di polizia giudiziaria compiono i necessari accertamenti e rilievi sulle persone diversi dalla ispezione personale.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IV - Attivit a iniziativa della polizia giudiziaria


Art. 101 - Difensore della persona offesa.
1. La persona offesa dal reato, per l'esercizio dei diritti e delle facolt ad essa attribuiti, pu nominare un difensore nelle forme previste dall'articolo 96 comma 2.
2. Per la nomina dei difensori degli enti e delle associazioni che intervengono a norma dell'articolo 93 si applicano le disposizioni dell'articolo 100.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo VII - Difensore


Art. 123 - Dichiarazioni e richieste di persone detenute o internate.
1. L'imputato detenuto o internato in un istituto per l'esecuzione di misure di sicurezza ha facolt di presentare impugnazioni, dichiarazioni e richieste con atto ricevuto dal direttore. Esse sono iscritte in apposito registro, sono immediatamente comunicate all'autorit competente e hanno efficacia come se fossero ricevute direttamente dall'autorit giudiziaria.
2. Quando l'imputato in stato di arresto o di detenzione domiciliare ovvero custodito in un luogo di cura, ha facolt di presentare impugnazioni, dichiarazioni e richieste con atto ricevuto da un ufficiale di polizia giudiziaria, il quale ne cura l'immediata trasmissione all'autorit competente. Le impugnazioni, le dichiarazioni e le richieste hanno efficacia come se fossero ricevute direttamente dall'autorit giudiziaria.
3. Le disposizioni del comma 1 si applicano alle denunce, impugnazioni, dichiarazioni e richieste presentate dalle altre parti private o dalla persona offesa.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo I - Disposizioni generali


Art. 348 - Assicurazione delle fonti di prova.
1. Anche successivamente alla comunicazione della notizia di reato, la polizia giudiziaria continua a svolgere le funzioni indicate nell'articolo 55 raccogliendo in specie ogni elemento utile alla ricostruzione del fatto e alla individuazione del colpevole.
2. Al fine indicato nel comma 1, procede, fra l'altro:
a) alla ricerca delle cose e delle tracce pertinenti al reato nonch alla conservazione di esse e dello stato dei luoghi;
b) alla ricerca delle persone in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti;
c) al compimento degli atti indicati negli articoli seguenti.
3. Dopo l'intervento del pubblico ministero, la polizia giudiziaria compie gli atti ad essa specificamente delegati a norma dell'articolo 370, esegue le direttive del pubblico ministero ed inoltre svolge di propria iniziativa, informandone prontamente il pubblico ministero, tutte le altre attivit di indagine per accertare i reati ovvero richieste da elementi successivamente emersi e assicura le nuove fonti di prova.
4. La polizia giudiziaria, quando, di propria iniziativa o a seguito di delega del pubblico ministero, compie atti od operazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, pu avvalersi di persone idonee le quali non possono rifiutare la propria opera.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IV - Attivit a iniziativa della polizia giudiziaria


Art. 33-sexies - Inosservanza dichiarata nell'udienza preliminare.
1. Se nell'udienza preliminare il giudice ritiene che per il reato deve procedersi con citazione diretta a giudizio pronuncia, nei casi previsti dall'articolo 550, ordinanza di trasmissione degli atti al pubblico ministero per l'emissione del decreto di citazione a giudizio a norma dell'articolo 552.
2. Si applicano le disposizioni previste dagli articoli 424, commi 2 e 3, 553 e 554.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 497 - Atti preliminari all'esame dei testimoni.
1. I testimoni sono esaminati l'uno dopo l'altro nell'ordine prescelto dalle parti che li hanno indicati.
2. Prima che l'esame abbia inizio, il presidente avverte il testimone dell'obbligo di dire la verit. Salvo che si tratti di persona minore degli anni quattordici, il presidente avverte altres il testimone delle responsabilit previste dalla legge penale per i testimoni falsi o reticenti e lo invita a rendere la seguente dichiarazione: Consapevole della responsabilit morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verit e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza. Lo invita quindi a fornire le proprie generalit.
3. L'osservanza delle disposizioni del comma 2 prescritta a pena di nullit.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 698 - Reati politici. Tutela dei diritti fondamentali della persona.
1. Non pu essere concessa l'estradizione per un reato politico n quando vi ragione di ritenere che l'imputato o il condannato verr sottoposto ad atti persecutori o discriminatori per motivi di razza, di religione, di sesso, di nazionalit, di lingua, di opinioni politiche o di condizioni personali o sociali ovvero a pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti o comunque ad atti che configurano violazione di uno dei diritti fondamentali della persona.
Codice di procedura penale - Libro 9 - Rapporti giurisdizionali con autorita' straniere - Titolo II - Estradizione


Art. 12 - Casi di connessione.
1. Si ha connessione di procedimenti:
a) se il reato per cui si procede stato commesso da pi persone in concorso o cooperazione fra loro, o se pi persone con condotte indipendenti hanno determinato l'evento;
b) se una persona imputata di pi reati commessi con una sola azione od omissione ovvero con pi azioni od omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso;
c) se dei reati per cui si procede gli uni sono stati commessi per eseguire o per occultare gli altri.

Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo I - Giudice


Art. 720 - Domanda di estradizione.
1. Il ministro di grazia e giustizia competente a domandare a uno Stato estero l'estradizione di un imputato o di un condannato nei cui confronti debba essere eseguito un provvedimento restrittivo della libert personale. A tal fine il procuratore generale presso la corte di appello nel cui distretto si procede o stata pronunciata la sentenza di condanna ne fa richiesta al ministro di grazia e giustizia, trasmettendogli gli atti e i documenti necessari.
2. L'estradizione pu essere domandata di propria iniziativa dal ministro di grazia e giustizia.
3. Il ministro di grazia e giustizia pu decidere di non presentare la domanda di estradizione o di differirne la presentazione dandone comunicazione all'autorit giudiziaria richiedente.
4. Il ministro di grazia e giustizia competente a decidere in ordine all'accettazione delle condizioni eventualmente poste dallo Stato estero per concedere l'estradizione, purch non contrastanti con i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico italiano. L'autorit giudiziaria vincolata al rispetto delle condizioni accettate.
5. Il ministro di grazia e giustizia pu disporre, al fine di estradizione, le ricerche all'estero dell'imputato o del condannato e domandarne l'arresto provvisorio.

Codice di procedura penale - Libro 9 - Rapporti giurisdizionali con autorita' straniere - Titolo II - Estradizione


Art. 692 - Spese della custodia cautelare.
1. Quando l'imputato condannato a pena detentiva per il reato per il quale fu sottoposto a custodia cautelare, sono poste a suo carico le spese per il mantenimento durante il periodo di custodia.
2. Se la custodia cautelare supera la durata della pena, sono detratte le spese relative alla maggiore durata.

Codice di procedura penale - Libro 8 - Impugnazioni - Titolo V - Spese


Art. 521-bis - Modifiche della composizione del giudice a seguito di nuove contestazioni.
1. Se, in seguito ad una diversa definizione giuridica o alle contestazioni previste dagli articoli 516, commi 1-bis e 1-ter, 517, comma 1-bis, e 518 , il reato risulta tra quelli attribuiti alla cognizione del tribunale per cui prevista l'udienza preliminare e questa non si tenuta, il giudice dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero.
2. L'inosservanza della disposizione prevista dal comma 1 deve essere eccepita, a pena di decadenza, nei motivi di impugnazione.

Codice di procedura penale - Libro 6 - Giudizio - Titolo II - Dibattimento


Art. 66-bis - Verifica dei procedimenti a carico dell'imputato.
1. In ogni stato e grado del procedimento, quando risulta che la persona sottoposta alle indagini o l'imputato stato segnalato, anche sotto diverso nome, all'autorit giudiziaria quale autore di un reato commesso antecedentemente o successivamente a quello per il quale si procede, sono eseguite le comunicazioni all'autorit giudiziaria competente ai fini dell'applicazione della legge penale.
Codice di procedura penale - Libro 1 - Soggetti - Titolo IV - Imputato


Art. 220 - Oggetto della perizia.
1. La perizia ammessa quando occorre svolgere indagini o acquisire dati o valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche.
2. Salvo quanto previsto ai fini dell'esecuzione della pena o della misura di sicurezza, non sono ammesse perizie per stabilire l'abitualit o la professionalit nel reato, la tendenza a delinquere, il carattere e la personalit dell'imputato e in genere le qualit psichiche indipendenti da cause patologiche.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo II - Mezzi di prova


Art. 429 - Decreto che dispone il giudizio.
1. Il decreto che dispone il giudizio contiene:
a) le generalit dell'imputato e le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonch le generalit delle altre parti private, con l'indicazione dei difensori;
b) l'indicazione della persona offesa dal reato qualora risulti identificata;
c) l'enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare l'applicazione di misure di sicurezza, con l'indicazione dei relativi articoli di legge;
d) l'indicazione sommaria delle fonti di prova e dei fatti cui esse si riferiscono;
e) il dispositivo, con l'indicazione del giudice competente per il giudizio;
f) l'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora della comparizione, con l'avvertimento all'imputato che non comparendo sar giudicato in contumacia;
g) la data e la sottoscrizione del giudice e dell'ausiliario che l'assiste.
2. Il decreto nullo se l'imputato non identificato in modo certo ovvero se manca o insufficiente l'indicazione di uno dei requisiti previsti dal comma 1 lettere c) e f).
3. Tra la data del decreto e la data fissata per il giudizio deve intercorrere un termine non inferiore a venti giorni.
3-bis. Qualora si proceda per il reato di cui all'articolo 589, secondo comma, del codice penale, il termine di cui al comma 3 non pu essere superiore a sessanta giorni.
4. Il decreto notificato all'imputato contumace nonch all'imputato e alla persona offesa comunque non presenti alla lettura del provvedimento di cui al comma 1 dell'articolo 424 almeno venti giorni prima della data fissata per il giudizio.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 363 - Interrogatorio di persona imputata in un procedimento connesso.
1. Le persone imputate in un procedimento connesso a norma dell'articolo 12 sono interrogate dal pubblico ministero sui fatti per cui si procede nelle forme previste dall'articolo 210 commi 2, 3, 4 e 6.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche alle persone imputate di un reato collegato a quello per cui si procede, nel caso previsto dall'articolo 371 comma 2 lettera b).

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo V - Attivit del pubblico ministero


Art. 413 - Richiesta della persona sottoposta alle indagini o della persona offesa dal reato.
1. La persona sottoposta alle indagini o la persona offesa dal reato pu chiedere al procuratore generale di disporre l'avocazione a norma dell'articolo 412 comma 1.
2. Disposta l'avocazione, il procuratore generale svolge le indagini preliminari indispensabili e formula le sue richieste entro trenta giorni dalla richiesta proposta a norma del comma 1.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo VIII - Chiusura delle indagini preliminari


Art. 157 - Prima notificazione all'imputato non detenuto.
1. Salvo quanto previsto dagli articoli 161 e 162, la prima notificazione all'imputato non detenuto eseguita mediante consegna di copia alla persona. Se non possibile consegnare personalmente la copia, la notificazione eseguita nella casa di abitazione o nel luogo in cui l'imputato esercita abitualmente l'attivit lavorativa, mediante consegna a una persona che conviva anche temporaneamente o, in mancanza, al portiere o a chi ne fa le veci.
2. Qualora i luoghi indicati nel comma 1 non siano conosciuti, la notificazione eseguita nel luogo dove l'imputato ha temporanea dimora o recapito, mediante consegna a una delle predette persone.
3. Il portiere o chi ne fa le veci sottoscrive l'originale dell'atto notificato e l'ufficiale giudiziario d notizia al destinatario dell'avvenuta notificazione dell'atto a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata.
4. La copia non pu essere consegnata a persona minore degli anni quattordici o in stato di manifesta incapacit di intendere o di volere.
5. L'autorit giudiziaria dispone la rinnovazione della notificazione quando la copia stata consegnata alla persona offesa dal reato e risulta o appare probabile che l'imputato non abbia avuto effettiva conoscenza dell'atto notificato.
6. La consegna alla persona convivente, al portiere o a chi ne fa le veci effettuata in plico chiuso e la relazione di notificazione effettuata nei modi previsti dall'articolo 148, comma 3.
7. Se le persone indicate nel comma 1 mancano o non sono idonee o si rifiutano di ricevere la copia, si procede nuovamente alla ricerca dell'imputato, tornando nei luoghi indicati nei commi 1 e 2.
8. Se neppure in tal modo possibile eseguire la notificazione, l'atto depositato nella casa del comune dove l'imputato ha l'abitazione, o, in mancanza di questa, del comune dove egli esercita abitualmente la sua attivit lavorativa. Avviso del deposito stesso affisso alla porta della casa di abitazione dell'imputato ovvero alla porta del luogo dove egli abitualmente esercita la sua attivit lavorativa. L'ufficiale giudiziario d inoltre comunicazione all'imputato dell'avvenuto deposito a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata.
8-bis. Le notificazioni successive sono eseguite, in caso di nomina di difensore di fiducia ai sensi dell'articolo 96, mediante consegna ai difensori. Il difensore pu dichiarare immediatamente all'autorit che procede di non accettare la notificazione. Per le modalit della notificazione si applicano anche le disposizioni previste dall'articolo 148, comma 2-bis.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo V - Notificazioni


Art. 431 - Fascicolo per il dibattimento.
1. Immediatamente dopo l'emissione del decreto che dispone il giudizio, il giudice provvede nel contraddittorio delle parti alla formazione del fascicolo per il dibattimento. Se una delle parti ne fa richiesta il giudice fissa una nuova udienza, non oltre il termine di quindici giorni, per la formazione del fascicolo. Nel fascicolo per il dibattimento sono raccolti:
a) gli atti relativi alla procedibilit dell'azione penale e all'esercizio dell'azione civile;
b) i verbali degli atti non ripetibili compiuti dalla polizia giudiziaria;
c) i verbali degli atti non ripetibili compiuti dal pubblico ministero e dal difensore;
d) i documenti acquisiti all'estero mediante rogatoria internazionale e i verbali degli atti non ripetibili assunti con le stesse modalit;
e) i verbali degli atti assunti nell'incidente probatorio;
f) i verbali degli atti, diversi da quelli previsti dalla lettera d), assunti all'estero a seguito di rogatoria internazionale ai quali i difensori sono stati posti in grado di assistere e di esercitare le facolt loro consentite dalla legge italiana;
g) il certificato generale del casellario giudiziario e gli altri documenti indicati nell'articolo 236;
h) il corpo del reato e le cose pertinenti al reato, qualora non debbano essere custoditi altrove.
2. Le parti possono concordare l'acquisizione al fascicolo per il dibattimento di atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, nonch della documentazione relativa all'attivit di investigazione difensiva.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo IX - Udienza preliminare


Art. 333 - Denuncia da parte di privati.
1. Ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile di ufficio pu farne denuncia. La legge determina i casi in cui la denuncia obbligatoria.
2. La denuncia presentata oralmente o per iscritto, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria; se presentata per iscritto, sottoscritta dal denunciante o da un suo procuratore speciale.
3. Delle denunce anonime non pu essere fatto alcun uso, salvo quanto disposto dall'articolo 240.

Codice di procedura penale - Libro 4 - Indagini preliminari e udienza preliminare - Titolo II - Notizia di reato


Art. 178 - Nullit di ordine generale.
1. E' sempre prescritta a pena di nullit l'osservanza delle disposizioni concernenti:
a) le condizioni di capacit del giudice e il numero dei giudici necessario per costituire i collegi stabilito dalle leggi di ordinamento giudiziario ;
b) l'iniziativa del pubblico ministero nell'esercizio dell'azione penale e la sua partecipazione al procedimento;
c) l'intervento, l'assistenza e la rappresentanza dell'imputato e delle altre parti private nonch la citazione in giudizio della persona offesa dal reato e del querelante.

Codice di procedura penale - Libro 2 - Atti - Titolo VII - Nullit


Art. 453 - Casi e modi di giudizio immediato.
1. Quando la prova appare evidente, salvo che ci pregiudichi gravemente le indagini, il pubblico ministero chiede il giudizio immediato se la persona sottoposta alle indagini stata interrogata sui fatti dai quali emerge l'evidenza della prova ovvero, a seguito di invito a presentarsi emesso con l'osservanza delle forme indicate nell'articolo 375 comma 3 secondo periodo, la stessa abbia omesso di comparire, sempre che non sia stato adottato un legittimo impedimento e che non si tratti di persona irreperibile.
1-bis. Il pubblico ministero richiede il giudizio immediato, anche fuori dai termini di cui all'articolo 454, comma 1, e comunque entro centottanta giorni dall'esecuzione della misura, per il reato in relazione al quale la persona sottoposta alle indagini si trova in stato di custodia cautelare, salvo che la richiesta pregiudichi gravemente le indagini.
1-ter. La richiesta di cui al comma 1-bis formulata dopo la definizione del procedimento di cui all'articolo 309, ovvero dopo il decorso dei termini per la proposizione della richiesta di riesame.
2. Quando il reato per cui richiesto il giudizio immediato risulta connesso con altri reati per i quali mancano le condizioni che giustificano la scelta di tale rito, si procede separatamente per gli altri reati e nei confronti degli altri imputati, salvo che ci pregiudichi gravemente le indagini. Se la riunione risulta indispensabile, prevale in ogni caso il rito ordinario.
3. L'imputato pu chiedere il giudizio immediato a norma dell'articolo 419 comma 5.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo IV - Giudizio immediato


Art. 463 - Opposizione proposta soltanto da alcuni interessati.
1. L'esecuzione del decreto di condanna pronunciato a carico di pi persone imputate dello stesso reato rimane sospesa nei confronti di coloro che non hanno proposto opposizione fino a quando il giudizio conseguente all'opposizione proposta da altri coimputati non sia definito con pronuncia irrevocabile.
2. Se l'opposizione proposta dal solo imputato o dalla sola persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria, gli effetti si estendono anche a quella fra le dette parti che non ha proposto opposizione.

Codice di procedura penale - Libro 5 - Procedimenti speciali - Titolo V - Procedimento per decreto


 

 
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