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Libro 1 - Titolo IX: Della potestÓ dei genitori

Art. 315 Doveri del figlio verso i genitori.
Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finchÚ convive con essa.

Art. 316 Esercizio della potestÓ dei genitori.
Il figlio Ŕ soggetto alla potestÓ dei genitori sino all'etÓ maggiore o alla emancipazione. La potestÓ Ŕ esercitata di comune accordo da entrambi i genitori. In caso di contrasto su questioni di particolare importanza ciascuno dei genitori pu˛ ricorrere senza formalitÓ al giudice indicando i provvedimenti che ritiene pi¨ idonei. Se sussiste un incombente pericolo di grave pregiudizio per il figlio, il padre pu˛ adottare i provvedimenti urgenti ed indifferibili. Il giudice, sentiti i genitori ed il figlio, se maggiore degli anni quattordici, suggerisce le determinazioni che ritiene pi¨ utili nell'interesse del figlio e dell'unitÓ familiare. Se il contrasto permane il giudice attribuisce il potere di decisione a quello dei genitori che, nel singolo caso, ritiene il pi¨ idoneo a curare l'interesse del figlio.

Art. 317 Impedimento di uno dei genitori.
Nel caso di lontananza, di incapacitÓ o di altro impedimento che renda impossibile ad uno dei genitori l'esercizio della potestÓ, questa Ŕ esercitata in modo esclusivo dall'altro. La potestÓ comune dei genitori non cessa quando, a seguito di separazione, di scioglimento, di annullamento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, i figli vengono affidati ad uno di essi. L'esercizio della potestÓ Ŕ regolato, in tali casi, secondo quanto disposto nell'articolo 155.

Art. 317-bis Esercizio della potestÓ.
Al genitore che ha riconosciuto il figlio naturale spetta la potestÓ su di lui. Se il riconoscimento Ŕ fatto da entrambi i genitori, l'esercizio della potestÓ spetta congiuntamente ad entrambi qualora siano conviventi. Si applicano le disposizioni dell'articolo 316. Se i genitori non convivono l'esercizio della potestÓ spetta al genitore col quale il figlio convive ovvero, se non convive con alcuno di essi, al primo che ha fatto il riconoscimento. Il giudice, nell'esclusivo interesse del figlio, pu˛ disporre diversamente; pu˛ anche escludere dall'esercizio della potestÓ entrambi i genitori, provvedendo alla nomina di un tutore. Il genitore che non esercita la potestÓ ha il potere di vigilare sull'istruzione, sull'educazione e sulle condizioni di vita del figlio minore.

Art. 318 Abbandono della casa del genitore.
Il figlio non pu˛ abbandonare la casa dei genitori o del genitore che esercita su di lui la potestÓ nÚ la dimora da essi assegnatagli. Qualora se ne allontani senza permesso, i genitori possono richiamarlo ricorrendo, se necessario, al giudice tutelare.

Art. 320 Rappresentanza e amministrazione.
I genitori congiuntamente, o quello di essi che esercita in via esclusiva la potestÓ, rappresentano i figli nati e nascituri in tutti gli atti civili e ne amministrano i beni. Gli atti di ordinaria amministrazione, esclusi i contratti con i quali si concedono o si acquistano diritti personali di godimento, possono essere compiuti disgiuntamente da ciascun genitore. Si applicano, in caso di disaccordo o di esercizio difforme dalle decisioni concordate, le disposizioni dell'articolo 316. I genitori non possono alienare, ipotecare o dare in pegno i beni pervenuti al figlio a qualsiasi titolo, anche a causa di morte, accettare o rinunziare ad ereditÓ o legati, accettare donazioni, procedere allo scioglimento di comunioni, contrarre mutui o locazioni ultranovennali o compiere altri atti eccedenti la ordinaria amministrazione nÚ promuovere, transigere o compromettere in arbitri giudizi relativi a tali atti, se non per necessitÓ o utilitÓ evidente del figlio dopo autorizzazione del giudice tutelare. I capitali non possono essere riscossi senza autorizzazione del giudice tutelare, il quale ne determina l'impiego. L'esercizio di una impresa commerciale non pu˛ essere continuato se non con l'autorizzazione del tribunale su parere del giudice tutelare. Questi pu˛ consentire l'esercizio provvisorio dell'impresa, fino a quando il tribunale abbia deliberato sulla istanza. Se sorge conflitto di interessi patrimoniali tra i figli soggetti alla stessa potestÓ, o tra essi e i genitori o quello di essi che esercita in via esclusiva la potestÓ, il giudice tutelare nomina ai figli un curatore speciale. Se il conflitto sorge tra i figli e uno solo dei genitori esercenti la potestÓ, la rappresentanza dei figli spetta esclusivamente all'altro genitore.

Art. 321 Nomina di un curatore speciale.
In tutti i casi in cui i genitori congiuntamente, o quello di essi che esercita in via esclusiva la potestÓ, non possono o non vogliono compiere uno o pi¨ atti di interesse del figlio, eccedenti l'ordinaria amministrazione, il giudice, su richiesta del figlio stesso, del pubblico ministero o di uno dei parenti che vi abbia interesse, e sentiti i genitori, pu˛ nominare al figlio un curatore speciale autorizzandolo al compimento di tali atti.

Art. 322 Inosservanza delle disposizioni precedenti.
Gli atti compiuti senza osservare le norme dei precedenti articoli del presente titolo possono essere annullati su istanza dei genitori esercenti la potestÓ o del figlio o dei suoi eredi o aventi causa.

Art. 323 Atti vietati ai genitori.
I genitori esercenti la potestÓ sui figli non possono, neppure all'asta pubblica, rendersi acquirenti direttamente o per interposta persona dei beni e dei diritti del minore. Gli atti compiuti in violazione del divieto previsto nel comma precedente possono essere annullati su istanza del figlio, o dei suoi eredi o aventi causa. I genitori esercenti la potestÓ non possono diventare cessionari di alcuna ragione o credito verso il minore.

Art. 324 Usufrutto legale.
I genitori esercenti la potestÓ hanno in comune l'usufrutto dei beni del figlio. I frutti percepiti sono destinati al mantenimento della famiglia e all'istruzione ed educazione dei figli. Non sono soggetti ad usufrutto legale: 1) i beni acquistati dal figlio con i proventi del proprio lavoro; 2) i beni lasciati o donati al figlio per intraprendere una carriera, un'arte o una professione; 3) i beni lasciati o donati con la condizione che i genitori esercenti la potestÓ o uno di essi non ne abbiano l'usufrutto: la condizione per˛ non ha effetto per i beni spettanti al figlio a titolo di legittima; 4) i beni pervenuti al figlio per ereditÓ, legato o donazione e accettati nell'interesse del figlio contro la volontÓ dei genitori esercenti la potestÓ. Se uno solo di essi era favorevole all'accettazione, l'usufrutto legale spetta esclusivamente a lui.

Art. 325 Obblighi inerenti all'usufrutto legale.
Gravano sull'usufrutto legale gli obblighi propri dell'usufruttuario.

Art. 326 InalienabilitÓ dell'usufrutto legale. Esecuzione sui frutti.
L'usufrutto legale non pu˛ essere oggetto di alienazione, di pegno o di ipoteca nÚ di esecuzione da parte dei creditori. L'esecuzione sui frutti dei beni del figlio da parte dei creditori dei genitori o di quello di essi che ne Ŕ titolare esclusivo non pu˛ aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia.

Art. 327 Usufrutto legale di uno solo dei genitori.
Il genitore che esercita in modo esclusivo la potestÓ Ŕ il solo titolare dell'usufrutto legale.

Art. 328 Nuove nozze.
Il genitore che passa a nuove nozze conserva l'usufrutto legale, con l'obbligo tuttavia di accantonare in favore del figlio quanto risulti eccedente rispetto alle spese per il mantenimento, l'istruzione e l'educazione di quest'ultimo.

Art. 329 Godimento dei beni dopo la cessazione dell'usufrutto legale.
Cessato l'usufrutto legale, se il genitore ha continuato a godere i beni del figlio convivente con esso senza procura ma senza opposizione, o anche con procura ma senza l'obbligo di rendere conto dei frutti, egli o i suoi eredi non sono tenuti che a consegnare i frutti esistenti al tempo della domanda.

Art. 330 Decadenza dalla potestÓ sui figli.
Il giudice pu˛ pronunziare la decadenza dalla potestÓ quando il genitore viola o trascura i doveri ad essa inerenti o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio del figlio. In tale caso, per gravi motivi, il giudice pu˛ ordinare l'allontanamento del figlio dalla residenza familiare ovvero l'allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore.

Art. 332 Reintegrazione nella potestÓ.
Il giudice pu˛ reintegrare nella potestÓ il genitore che ne Ŕ decaduto, quando, cessate le ragioni per le quali la decadenza Ŕ stata pronunciata, Ŕ escluso ogni pericolo di pregiudizio per il figlio.

Art. 333 Condotta del genitore pregiudizievole ai figli.
Quando la condotta di uno o di entrambi i genitori non Ŕ tale da dare luogo alla pronuncia di decadenza prevista dall'articolo 330, ma appare comunque pregiudizievole al figlio, il giudice, secondo le circostanze, pu˛ adottare i provvedimenti convenienti e pu˛ anche disporre l'allontanamento di lui dalla residenza familiare ovvero l'allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore. Tali provvedimenti sono revocabili in qualsiasi momento.

Art. 334 Rimozione dall'amministrazione.
Quando il patrimonio del minore Ŕ male amministrato, il tribunale pu˛ stabilire le condizioni a cui i genitori devono attenersi nell'amministrazione o pu˛ rimuovere entrambi o uno solo di essi dall'amministrazione stessa e privarli, in tutto o in parte, dell'usufrutto legale. L'amministrazione Ŕ affidata ad un curatore, se Ŕ disposta la rimozione di entrambi i genitori.

Art. 335 Riammissione nell'esercizio della amministrazione.
Il genitore rimosso dall'amministrazione ed eventualmente privato dell'usufrutto legale pu˛ essere riammesso dal tribunale nell'esercizio dell'una o nel godimento dell'altro, quando sono cessati i motivi che hanno provocato il provvedimento.

Art. 336 Procedimento.
I provvedimenti indicati negli articoli precedenti sono adottati su ricorso dell'altro genitore, dei parenti o del pubblico ministero e, quando si tratta di revocare deliberazioni anteriori, anche del genitore interessato. Il tribunale provvede in camera di consiglio, assunte informazioni e sentito il pubblico ministero. Nei casi in cui il provvedimento Ŕ richiesto contro il genitore, questi deve essere sentito. In caso di urgente necessitÓ il tribunale pu˛ adottare, anche d'ufficio, provvedimenti temporanei nell'interesse del figlio. Per i provvedimenti di cui ai commi precedenti, i genitori e il minore sono assistiti da un difensore [, anche a spese dello Stato nei casi previsti dalla legge].

Art. 337 Vigilanza del giudice tutelare.
Il giudice tutelare deve vigilare sull'osservanza delle condizioni che il tribunale abbia stabilito per l'esercizio della potestÓ e per l'amministrazione dei beni.


 

   
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